tecnici sanitari di laboratorio biomedico

Tecnici sanitari di laboratorio biomedico, il pilastro dietro le quinte dell’emergenza

12 Settembre 2020

Lotta all'abusivismo professionale, un nuovo contratto e maggiori dotazioni organiche, queste gli obiettivi della Commissione d'Albo dei TSLB che opera in seno all'Ordine dei TSRM e PSTRP

 

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Continua il viaggio di insanitas all’interno del complesso mondo dell’Ordine dei TSRM e PSTRP di Palermo che, a seguito dell’entrata in vigore della legge 11 gennaio 2018, n. 3, rappresentanza di ben 19 diverse professioni sanitarie che svolgono una funzione fondamentale ed insostituibile all’interno del sistema sanitario nazionale.

“A due anni da questa storica riforma – afferma il presidente dell’Ordine dei TSRM e PSTRP di Palermo Gandolfo Marco Macalusoquesta complicata sigla comincia finalmente ad essere conosciuta e riconosciuta, sia a livello istituzionale che dagli organi di informazione. Ciò non toglie che, fermo restando lo spirito unitario che ci contraddistingue, rimane fondamentale dare dignità a ciascuna delle Commissioni d’Albo di cui si compone il nostro Ordine Provinciale. Per questo abbiamo voluto avviare una campagna di comunicazione dedicata alle 19 professioni sanitarie che si stanno riorganizzando sotto l’egida di TSRM e PSTRP. Un lavoro costante e certosino che merita di essere raccontato.

Questo secondo appuntamento è dedicato ai Tecnici Sanitario di Laboratorio Biomedico, con una intervista al presidente della Commissione d’Albo dottor Salvo Antonino Distefano

Presidente, facciamo un po’ di chiarezza. Chi è e cosa fa il tecnico di laboratorio biomedico? 

L’identikit del Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico (TSLB) l’ha tracciato il decreto ministeriale 745 del 1994. Certamente dopo 26 anni questo decreto risente dei segni del tempo. Oggi possiamo dire  che il TSLB è l’esercente di una professione sanitaria che svolge attività di laboratorio di analisi biochimico-cliniche, microbiologiche e virologiche, patologico-cliniche, ematologiche e immunoematologiche, immunologiche, genetico-molecolari, tossico -farmacologico – cliniche, cito-istoanatomopatologiche, operanti nelle strutture ospedaliere ed extraospedaliere del Sistema Sanitario Nazionale e nelle analoghe strutture private e di Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, nei  laboratori di controllo di qualità in campo biomedico di industrie farmaceutiche, nelle industrie di produzione e agenzie di vendita operanti nel settore della diagnostica di laboratorio, e non per ultimo nei laboratori di ricerca universitaria ed extrauniversitaria nel settore biomedico. Secondo la normativa vigente, competono al TSLB tutti gli atti professionali diretti alla produzione del risultato attraverso l’utilizzo e la gestione delle procedure, dei protocolli e dei piani di lavoro. Tali atti si espletano dalla fase pre–analitica intra laboratorio, alla fase analitica fino alla trascrizione dei valori ottenuti, attraverso una corretta e responsabile valutazione critica del dato.

Qual è il percorso di studi del tecnico di laboratorio biomedico?

Per intraprendere la professione di Tecnico di Laboratorio Biomedico è necessario conseguire la laurea di primo livello in Tecniche di laboratorio biomedico (L/SNT3 – classe delle lauree in professioni sanitarie tecniche), con funzione abilitante, e iscriversi all’albo dei tecnici sanitari di laboratorio biomedico (Legge 11 gennaio 2018, n. 3). L’accesso al corso di studi è a numero programmato. Bisogna superare un test di ammissione, comune a tutti i corsi di laurea abilitanti alle professioni sanitarie. La durata del percorso è di tre anni (180 CFU) con frequenza obbligatoria. Per ciascuno dei tre anni è previsto un periodo di tirocinio obbligatorio che è parte fondamentale del percorso formativo dello studente. Dopo la laurea il Professionista può accedere ai Corsi di Laurea Magistrale appartenenti alla Classe LM/SNT3 o frequentare master di I o II livello (questi ultimi solo per i professionisti che abbiano conseguito un diploma accademico di Secondo Livello).

 Si è parlato tanto del vostro lavoro nel corso dell’emergenza sanitaria legata al Covid 19. Qual è stato e qual è il contributo dei tecnici di laboratorio biomedico nella lotta contro il Coronavirus?

Niente di eccezionale, abbiamo fatto solo il nostro dovere con spirito di sacrificio e senso di responsabilità. Purtroppo in molti ospedali del nostro Paese ciò avviene con dotazioni organiche assai ridotte, sia per i pensionamenti sia per i tagli alla sanità pubblica avvenuti negli ultimi anni, ma soprattutto per la carenza di professionisti. Forse questo deve far riflettere sul rimodulare il numero degli accessi programmati al CdS in tecniche di Laboratorio Biomedico.

E’ cambiato qualcosa per voi in questo periodo? C’è ora una percezione diversa del vostro lavoro sia dentro l’ambiente di lavoro che presso gli utenti?

Si è rafforzato lo spirito e l’orgoglio di appartenenza ad una Professione e ad una comunità professionale, a un team multiprofessionale e la consapevolezza tipica di noi Italiani ovvero che nei momenti più duri e bui sappiamo fare squadra. I TSLB sono una delle poche se non l’unica professione sanitaria a non avere contatto con i pazienti/utenti. Il nostro lavoro lo svolgiamo “dietro le quinte” pertanto prima della pandemia non tutti erano a conoscenza della nostra professione. Adesso, anche grazie ai mass media, i pazienti sono più consapevoli che il proprio prelievo ematico sarà preso in carico e processato da un Professionista Sanitario adeguatamente formato. Con molta probabilità la Pandemia è servita a far comprendere alla maggior parte degli utenti la preziosità del nostro Servizio Sanitario Nazionale dove al centro mette il paziente e tutto intorno una rete multiprofessionale che collabora per rispondere al bisogno di salute dei cittadini.

Come commissione d’albo state lavorando ad obiettivi importanti, primo fra tutti la lotta contro l’abusivismo. Come state combattendo questa piaga?

La nostra CdA si è insediata a metà dicembre 2019 dopo il consenso avuto dai nostri colleghi. Non abbiamo avuto modo di lavorare assiduamente ma soprattutto in presenza visto il lungo periodo di look down e i turni pesanti presso i nostri laboratori. Uno degli obbiettivi che ci siamo prefissi è la lotta all’abusivismo alimentati dalla assenza, fino al 2018, di un Ordine Professionale e quindi un organo di tutela e controllo.  Il 30 giugno scorso, si sono chiusi i termini per l’iscrizione agli elenchi speciali secondo il DM 9 agosto 219, pertanto chi esercita la professione non essendo iscritto all’Ordine o agli elenchi speciali (per negligenza o perchè non ha i requisiti) commette il reato di esercizio abusivo della professione, previsto dall’art. 348 del c.p.:  Il prossimo step per la lotta all’abusivismo, prevede la ricognizione di tutti i TSLB che lavorano nelle Aziende Ospedaliere, Case di cura private e convenzionate, Laboratori privati convenzionati, e verifica della effettiva iscrizione all’Ordine ed eventualmente la denuncia per abuso di professione.

Fra poco ci saranno le elezioni della commissione d’albo nazionale, quali sono secondo lei i temi più urgenti da affrontare a livello nazionale

Spero che il futuro Presidente della Commissione d’Albo Nazionale di Tecnici di Laboratorio Biomedico si mostri molto sensibile e dia priorità ai seguenti punti:

– Un’area contrattuale che riconosca peculiarità e competenza professionale. 

– Una indennità professionale già riconosciuta per altre professioni sanitarie della dirigenza.

– Adeguamento delle dotazioni organiche attraverso i fabbisogni con l’aggiornamento altrettanto immediato della programmazione degli accessi universitari: mancano TSLB ma gli Atenei puntano ogni anno al ribasso.

– Aggiornamento della normativa sull’accesso alla direzione delle professioni sanitarie area tecnica in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale.

 

 

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