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Dal palazzo

L'intervista di Insanitas

Task force per la vaccinazione in Sicilia, il coordinatore: «Ecco obiettivi, priorità e tempistiche»

L'intervista di Insanitas a Mario Minore, alla guida dell'organismo istituito dall'assessorato alla Salute a fine dicembre per la campagna anti-Coronavirus.

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. Per seguire tutte le fasi del Piano vaccinale anti-Covid in Sicilia, a fine dicembre è stata istituita una speciale task force. L’organismo, costituito con un decreto dell’assessore alla Salute, Ruggero Razza, prevede un collegamento diretto con il Dipartimento regionale attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’Assessorato della Salute e con le aziende del Sistema sanitario regionale.

In considerazione dell’eccezionalità delle misure attivate per la riuscita del Piano vaccinale, la task force potrà formulare anche indicazioni generali di coordinamento a livello territoriale per la somministrazione del vaccino.

A guidare il gruppo di lavoro è il dottore Mario Minore (nella foto), responsabile U.O. Gestione emergenza urgenza-rete del territorio dell’Asp di Trapani, intervistato da Insanitas.

In quanti operate nella task force?
«Siamo un componente per ogni azienda sanitaria regionale , quindi 18 e io che coordino, poi ci sono 4 tecnici informatici che collaborano perché abbiamo un sistema informatizzato e centralizzato dei dati. Ogni giorno, infatti, riceviamo al Dipartimento tutti i dati informatizzati inviati dalle aziende sanitarie, per poi essere trasmessi al Ministero. All’interno della struttura vi è anche il Dasoe con il dottore Palermo e la dottoressa Di Liberti». (CLICCA QUI PER I NOMINATIVI)

Materialmente quali saranno i vostri prossimi passi?
«Dobbiamo completare la fase 1 della campagna con l’obiettivo di rendere gli “ospedali Covid free”, per cui è importante vaccinare tutti gli operatori sanitari (medici, infermieri, Oss, Osa) ma anche tutti coloro che lavorano all’interno delle strutture ospedaliere (amministrativi e addetti delle ditte di pulizie). Inoltre, stiamo procedendo con le Rsa, con le strutture residenziali per anziani e con i medici e pediatri di medicina generale. Tutto viene svolto secondo precisi criteri e scadenze, che seguono una scala di priorità, pertanto siamo partiti prima dagli ospedali Covid, dai Pronto soccorso, dalle Rianimazioni e dall’Emergenza territoriale, che riveste un ruolo fondamentale perché è il primo contact point con il paziente Covid. Stiamo parlando del personale del 118, delle Usca e del dipartimento di prevenzione, per poi passare pian piano a tutti gli ospedali e a tutti i reparti».

Quali sono esattamente le tempistiche?
«Entro fine gennaio dovremo aver somministrato la prima dose a tutte le categorie in elenco, stiamo andando abbastanza bene perché siamo secondi in Italia per numero di vaccinazioni, anche se il Lazio credo sia partito con qualche giorno di anticipo. La campagna vaccinale quindi sta funzionando secondo gli obiettivi che ci siamo prefissi. Abbiamo già inoculato oltre il 78% delle dosi disponibili e stiamo elaborando il piano per garantire anche la somministrazione della seconda dose a tutti».

Come vi organizzerete quando arriveranno anche i nuovi vaccini Moderna, AstraZeneca ecc…?
«Li utilizzeremo in base alla disponibilità. La differenziazione verrà fatta in base ai quantitativi di vaccini che riceveremo. Intanto, abbiamo esortato le aziende a fare richiesta per ricevere il vaccino Moderna. Successivamente, quando ci sarà consegnato decideremo nello specifico come utilizzarlo in base alle dosi disponibili, insieme con l’assessorato e la dottoressa Di Liberti».

Del resto della popolazione vi occuperete sempre voi?
«Sì, abbiamo già iniziato con le Rsa e le residenze per gli anziani, ma anche con gli operatori sanitari che lavorano al di fuori delle strutture sanitarie pubbliche come quelli di Aiop e Aris. Poi ci sono tutti coloro che si occupano dell’emergenza Covid come i pediatri e medici di medicina generale, gli iscritti al corso di medicina generale, i medici specializzandi, gli studenti di Medicina che stanno effettuando un tirocinio formativo presso una struttura sanitaria del sistema sanitario regionale. Insomma, stiamo seguendo alla lettera le indicazioni ministeriali e in base a queste raggiungeremo altri tipi di operatori e strutture, quindi gli anziani ultraottantenni, le forze dell’ordine, gli insegnati e così via».

Quali sono i dati emersi?
«Finora non posso dire molto perché abbiamo iniziato da poco tempo. Si tratta senza dubbio di una organizzazione enorme, perché stiamo parlando della più grande campagna vaccinale della storia, ma ritengo che tutte le aziende sanitarie con i loro referenti e le loro direzioni stiano rispondendo in maniera assolutamente congrua con quello che è il programma dell’assessorato. Noi abbiamo fatto un numero importante di vaccinazioni (oltre 61mila fino a ieri sera, n.d.r.), e corriamo al ritmo di circa 10.000 vaccinazioni al giorno».

State riscontrando problemi di adesione alla vaccinazione?
«Attualmente stiamo vaccinando gli operatori sanitari, per cui in questo momento è tutto più facile, perché loro vivono la situazione emergenziale in prima persona. Per la gente che è lontana dal mondo della Sanità vogliamo fare passare un messaggio positivo e di speranza e non un messaggio di dubbi e situazioni che in questo momento lasciano il tempo che trovano perché rendono più difficoltoso l’obiettivo di vaccinare tutta la popolazione siciliana».

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