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Tariffa dei tamponi, continua il braccio di ferro tra laboratori privati e Regione

16 Febbraio 2021

Forti della sentenza favorevole del Tar i ricorrenti contrabbattono all'assessore Razza che ha annunciato un contro-ricorso al Cga. L’appello di CIDEC Sanità: «Serve un’ottica di sistema».

 

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RAGUSA. Continua il braccio di ferro tra laboratori privati e Regione Siciliana sul prezzo dei tamponi rapidi, fissato con una circolare del 25 settembre dall’assessorato della Salute. «Quindici euro sono pochi e non coprono le spese», è la tesi dei titolari dei laboratori privati che hanno fatto fronte comune, ricorrendo con successo al TAR Sicilia per far valere i propri diritti.

Secondo i laboratori analisi, il prezzo imposto dalla Regione era “inadeguato e diseconomico” oltre che “inferiore rispetto a quello previsto nelle altre regioni nonché a quello riconosciuto ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta”. L’assessore Razza, tuttavia, ha già annunciato un contro-ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa.

Sulla questione abbiamo sentito alcuni titolari di laboratori della provincia di Ragusa, che preferiscono mantenere l’anonimato e che ci hanno spiegato, ricevute alla mano, come a incidere sul costo per il tampone sia soprattutto il costo del kit monouso, tra gli 8 e gli 11 euro, a cui poi vanno aggiunti quelli dei dispositivi di protezione individuale, di sanificazione e del personale, che spesso si trova a effettuare i tamponi in un orario diverso rispetto a quello in cui svolge servizio per altri esami di laboratorio.

Per quanto riguarda i kit dal costo di 4 euro a cui fa riferimento l’assessore Razza, i responsabili dei laboratori hanno spiegato come fosse quasi impossibile reperire i kit dall’azienda vincitrice della gara. In un caso l’ordine dei kit pare sia arrivato con molto ritardo rispetto a quando è stato effettuato l’ordine, quindi nel frattempo i laboratori hanno continuato a lavorare utilizzando i kit acquistati a prezzi nettamente superiori.

L’appello di Cidec Federazione Sanità

Sul caso però c’è chi pensa che il problema del costo dei tamponi rappresenti solo la punta di un iceberg, come Elisa Interlandi, presidente nazionale di Cidec Federazione Sanità, sindacato che rappresenta oltre 600 strutture di laboratori di analisi.

Contattata da Insanitas, precisa come al di là delle valutazioni giudiziarie il caso della tariffa fissa a 15 euro per l’esecuzione dei tamponi rapidi debba essere inquadrato in un’ottica di sistema. «Da questa vicenda emerge nuovamente la necessità di attenuare l’esasperato regionalismo che contraddistingue la sanità italiana», afferma, aggingendo: «Sarebbe stato più appropriato infatti stabilire una tariffa unica o criteri di riferimento cogenti per tutte le Regioni. Ritengo auspicabile che, sempre in un’ottica di sistema, il nostro sforzo nell’attività di tracciamento dei casi Covid-19 debba rappresentare un’opportunità per valorizzare il ruolo dei laboratori di analisi accreditati, le cui capillarità, competenza e qualità dei servizi hanno dimostrato ancora una volta di essere imprescindibili per il Servizio sanitario nazionale».

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