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ASP e Ospedali

L'appello

Tamponi, il dg dell’Asp di Palermo chiede pazienza: «Da noi il massimo sforzo»

Il 67% dei siciliani rientrati dal Nord lo hanno fatto. Daniela Faraoni: «Gli sforzi che stanno compiendo gli operatori sono incredibili, spiace leggere dell'impazienza di qualcuno».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. La nota diramata ieri sera dall’Asp di Palermo inizia con un dato incoraggiante: il 67% delle persone rientrate a Palermo dal 14 marzo e registratesi nel portale Costruire Salute sono, già, state sottoposte a tampone: con un considerevole sforzo organizzativo sono stati effettuati 3.000 tamponi sui 4.500 complessivi.

«A Palermo- si legge nel comunicato stampa- i tamponi vengono effettuati con regolarità nelle aree parcheggio del PTA Guadagna e Casa del Sole: gli utenti arrivano a bordo delle proprie autovetture e, senza scendere dal mezzo, vengono sottoposte all’esame. Analoga attività viene svolta in tutti i distretti dell’Azienda. Coloro i quali sono impossibilitati ad usare l’autovettura, vengono raggiunti al proprio domicilio da una equipe dedicata. L’Asp è anche attivamente impegnata nell’effettuare i tamponi al personale delle forze dell’ordine che necessitano di tale esame per rientrare nelle sedi di lavoro».

Poi il direttore generale dell’Asp di Palermo aggiunge: «Gli sforzi che stanno compiendo gli operatori sono incredibili, spiace leggere dell’impazienza di qualcuno che deve attendere qualche giorno per potere riconquistare una libertà che nessuno in questo momento ha. Le sorti della nostra popolazione meritano rispetto e se qualcuno va su e giù per l’Italia deve comprendere che ci sono condizioni da rispettare e difficoltà da superare. Anche le condizioni in cui lavorano tutti i nostri operatori vanno rispettate. È un sacrificio che chi lamenta la circostanza di non aver fatto il tampone ed è pertanto obbligato a casa non riconosce».

Infine, Faraoni sottolinea: «Siamo alle prese con una delle più grandi città d’Italia, con una popolazione provinciale più vasta della Sicilia. Stiamo approntando metodi innovativi tra i primi in Italia che faciliteranno le attività diagnostiche. Abbiamo costruito argini contro una pandemia che in questa Provincia, grazie alla collaborazione della stragrande maggioranza della gente, hanno dato sino ad ora ottimi risultati. Se chi non capisce si lamenta e, non avendo altro da fare riesce a conquistarsi la ribalta, non possiamo fare altro che dirgli che continueremo a lavorare per fare meglio e per fare di più ma, certamente, non riusciremo a non farlo lamentare. L’errore o l’anomalia possono accadere e ce ne scusiamo con la preghiera di darne segnalazione all’indirizzo di posta elettronica [email protected]».

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