Taglio alle ambulanze medicalizzate in provincia di Messina? La protesta: «Una follia, così si mettono a rischio vite umane»

11 Aprile 2017

L'intervista video al sindaco Renato Accorinti e a un medico dell'emergenza- urgenza. Critiche pure dal direttore della Centrale operativa del 118. Oggi vertice al ministero della Salute.

di Sonia Sabatino

MESSINA. «Una follia, la vita umana non ha costi». Lo afferma Renato Accorinti, sindaco metropolitano di Messina, commentando il previsto taglio di numerose ambulanze medicalizzate della provincia contenuto nel nuovo piano ospedaliero siciliano. «Ci batteremo tutti i sindaci coinvolti, andremo al ministero della Salute chiedendo quanto ci spetta», sottolinea il primo cittadino nell‘intervista video in alto a destra.

E molte perplessità sono espresse pure dagli addetti ai lavori, come Marcello Savasta (medico del 118). Qui giù l’intervista video.

«Quando abbiamo iniziato a studiare il decreto ministeriale avevamo ottime speranze perché si parla di un riequilibrio dei ruoli tra l’ospedale e il territorio attraverso una ridistribuzione delle risorse. Noi ci sentivamo già penalizzati come medici del 118, ma qualche giorno fa la Regione ha portato ad una vera e propria involuzione del 118 nella provincia di Messina»: con queste parole il cardiochirurgo Marcello Savasta ha aperto il suo intervento all’incontro tenutosi nella sede dell’Ordine dei Medici di Messina, a cui hanno partecipato i medici non solo del 118, politici, sindacalisti, rappresentanti delle associazione e dei partiti.

Fino ad oggi, nella provincia di Messina, c’erano 37 ambulanze di cui 27 medicalizzate. La norma odierna prevede che ci sia un’ambulanza ogni 60.000 abitanti, considerato che la provincia di Messina ne conta 645.296, opereranno in futuro solo 13 ambulanze medicalizzate su 26 totali. Ma il territorio di Messina è vasto e vario, quindi andavano applicati dei correttori soprattutto perché questa è la provincia siciliana in cui l’afflusso turistico è maggiore. Proprio Lipari viene fortemente penalizzata e avrà a disposizione una sola ambulanza senza medico a bordo, una situazione che nel periodo estivo potrebbe rivelarsi grottesca, nella migliore delle ipotesi.

Ambulanze in provincia di Messina

«Tra Taormina e le isole Eolie, ogni anno, c’è un movimento turistico notevole. Senza contare il fatto che quello di Taormina è un centro di eccellenza della cardiochirurgia pediatrica. I bambini arrivano con l’elicottero o con gli altri mezzi del 118 dal Policlinico di Messina. Loro di questo non hanno tenuto conto- dichiara Domenico Runci, direttore della centrale operativa del 118- Da Santa Teresa di Riva a Francavilla, inoltre, non c’è più un’ambulanza con il medico a bordo, per cui un paziente che viene colpito da infarto o ictus in zona, come farà? Qui la gente muore! Hanno tolto tutto a Messina, ci stanno togliendo anche la salute».

L’altro aspetto poco chiaro è la divisione delle ambulanze nel territorio: nella zona Occidentale della provincia ci saranno solo ambulanze medicalizzate senza supporto, nella zona Orientale invece nessun’ambulanza avrà il medico a brodo.

«È importante che tutti possano accedere alle stesse cure. L’uguaglianza delle cure è un principio della Costituzione. La politica ha in merito una responsabilità morale e legale- ricorda la professoressa Rosa Musolino, referente delle Reti Tempo Dipendenti (Rete Stroke) – Il “modello Messina” colpisce perché siamo riusciti a trattare il 100% dei pazienti trattabili ed è un risultato che abbiamo raggiunto in tre anni. Applicando le nuove direttive si distruggerà tutto il lavoro fatto finora».

Oggi pomeriggio si discuteranno queste ed altre problematiche emerse in provincia, durante un vertice al Ministero della Salute, a cui parteciperanno l’assessore Baldo Gucciardi, Beppe Picciolo (capogruppo dell’Ars di Sicilia Futura), il direttore generale dell’Asp 5 Gaetano Sirna e Renato Accorinti (sindaco di Messina). Intanto, in città si prepara la “Marcia a Palermo per la sanità” con tutti i sindaci della provincia.

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