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Tablet ai papà per assistere al parto, oggi la prima volta all’Umberto I di Enna

La tecnologia che accorcia le distanze imposte al tempo del coronavirus.

Tempo di lettura: 2 minuti

ENNA. Mio marito potrà assistere alla nascita di suo figlio? Sarò da sola al momento del parto?  “Queste le domande più frequenti che le donne che devono partorire rivolgono a noi medici in questi giorni difficili anche emotivamente”, dice il primario di Ostetricia e Ginecologia dell’Umberto I di Enna Giovanni Falzone.

Purtroppo le misure restrittive dettate dalla pandemia mondiale da Coronavirus stanno privando le coppie di vivere insieme il momento meraviglioso della nascita dei propri figli.

Il “problema” si è posto anche all’Umberto I di Enna, dichiarato tra l’altro dalla Regione uno tra i cinque punti nascita per pazienti Covid19, dove infatti negli scorsi giorni hanno partorito due donne, una di Agira il quarto comune dichiarato “zona rossa” in Sicilia e l’altra in quarantena a Barrafranca.

Quello di oggi è stato il 92esimo parto dall’inizio a marzo dell’emergenza. La neo-mamma di Agira e il papà, un ausiliare all’Oasi di Troina. Sarà dunque la tecnologia ad accorciare le distanze consentendo alle coppie di poter condividere, sia pure a “distanza di sicurezza”, la gioia più emozionante della loro vita. Una misura già adottata all’Arnas Civico di Palermo (leggi qui)

“Doteremo le coppie di due dispositivi acquistati dalla nostra Azienda , uno smartphone e un tablet, con schede di connessione dati e di un’ app per videochiamate, grazie ai quali potranno vivere, sia pure separati, il momento più atteso: il parto”, spiega Falzone.

Esperienze più o meno riuscite erano state tentate in Reparto privatamente da altre coppie che da domani saranno supportate dalla rete ospedaliera. La proposta partita dal Reparto è stata subito condivisa dal capo Dipartimento Materno Infantile diretto da Loredana De Simone, e prontamente accolta dal direttore generale dell’Asp, Francesco Iudica, che attivandosi “ha trasformato il disagio in una opportunità”.

Designato Punto nascita Covid il reparto ha differenziato anche di piano i luoghi riservati alle pazienti, al terzo piano le donne che non presentano criticità o possibilità di contagio, al secondo piano (nell’ex blocco operatorio)le stanze private e autonome, la sala parto e la sala post parto dedicate con una sorta di pre-triage per le donne con sintomatologie sospette e per quelle che arrivano dai comuni dichiarati “zona rossa”, due in provincia di Enna, oppure dai comuni con un’alta casistica di contagio come Leonforte e Assoro

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