Studenti di medicina sul piede di guerra, disertato a Palermo il “Graduation Day”

8 Aprile 2017

L'accusa: tasse più alte, scarsa comunicazione e calendario didattico poco attento alle esigenze degli studenti. Questi i motivi della protesta di centinaia di neo laureati che hanno deciso di non prendere parte alla grande festa organizzata dall'Ateneo palermitano.

 

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Ieri (7 aprile) è stato il giorno del Graduation Day a Palermo. Alla facoltà di Giurisprudenza oltre 700 laureati magistrali dell’Ateneo di Palermo hanno lanciato i tocchi al cielo. Tanti, ma non tutti. Alla colorata manifestazione si sono visti pochissimi copricapi rossi. L’evento è stato disertato dalla gran parte dei neolaureati di Medicina.

Per chiarire i motivi della protesta è anche nata una pagina facebook “Comitato Laureati Medicina e Chirurgia” nella quale campeggia un post che suona come un preciso atto d’accusa nei confronti delle criticità.

In particolare si punta il dito su una serie di disagi, a partire dalla calendarizzazione delle sessioni di studio e di esami: «Ogni hanno – si legge nel post – si ripresentano le stesse problematiche, dovute a un calendario didattico di ateneo spesso troppo stringente e poco adatto alle nostre esigenze. A tal proposito segnaliamo come rispetto all’anno scorso siano state anticipate di tre settimane le sessioni di laurea di marzo. Nonostante la richiesta in più sedi di un posticipo delle stesse, abbiamo sempre ricevuto un diniego. Pertanto ci siamo laureati tutti entro il 10 marzo. Dispiace rilevare che tale inflessibilità sulle date di laurea, non sia valsa per altri corsi di laurea».

Una precisa accusa è rivolta anche al sistema di comunicazioni ufficiali giudicato inadeguato: «Nella quasi totalità dei casi le comunicazioni sono affidate a studenti che riferiscono ai colleghi tramite passaparola o social network».

«Nonostante i numerosi disservizi riscontrati- continuano i disertori del Graduation Day- siamo riusciti a laurearci e ad evitare di diventare fuori corso, grazie all’impegno straordinario di pochi rappresentati eletti, del Coordinatore di Corso di Laurea e del Presidente Scuola, dei loro collaboratori e di molti professori che hanno compreso le nostre difficoltà ed esigenze, aiutandoci ove possibile. Riteniamo comunque inaccettabile il perseverare di una situazione tanto critica quanto paradossale».

Poi una precisazione sulla scelta di non partecipare alla festa organizzata dall’Ateneo: «Non possiamo ignorare il grave aumento delle tasse che peserà soprattutto sugli studenti di Medicina e sugli specializzandi di area medica (oltre che, a onor del vero, sugli studenti delle prof. sanitarie e del corso si scienze di formazione primaria). È vero che l’ateneo palermitano, in ottemperanza a una normativa nazionale, ha esteso la platea di studenti che godranno di esonero parziale e totale e quindi ha necessariamente ridistribuito la tassazione gravando sugli studenti delle fasce di reddito più alte, ma la ridistribuzione è gravata con maggiore peso su alcuni corsi di laurea, senza aver fornito dati solidi che giustificassero tale atto».

«Inoltre sembra che i proventi derivanti dalla maggiore tassazione sugli studenti di medicina non saranno legati a incrementati servizi per gli stessi. La nostra assenza non ha il fine di proporsi come una critica sterile, o mero atto di indolenza, ma come parte del nostro senso di appartenenza a questa Università, che si realizza nella sua espressione più alta nel volere plasmare e migliorare ove possibile il luogo in cui si vive. Speriamo che questo gesto simbolico possa indurre una rivalutazione di alcune questioni spesso sottovalutate e fortemente lesive per la formazione dello studente».

La foto è tratta da Palermo Today

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