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Stress da lavoro, l’allarme della Uilpa Sicilia: «Fenomeno in continuo aumento»

12 giugno 2018

Il segretario generale Alfonso Farruggia: «Chiediamo alle amministrazioni l’apertura di tavoli di confronto ad hoc sulla materia e che si attivino per rilevare negli uffici di propria pertinenza i relativi rischi».

 

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Un confronto serrato e costruttivo con i datori di lavoro pubblici per monitorare la condizione dei dipendenti a rischio da stress lavoro correlato e risolvere le eventuali criticità presenti negli uffici.

La richiesta porta la firma del segretario generale della Uil Pubblica Amministrazione Alfonso Farruggia (nella foto) e coinvolge ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici: luoghi dove, secondo il sindacato, si registra un allarme crescente anche a causa del progressivo sovradimensionamento dei carichi di lavoro rispetto alle risorse umane presenti.

«Lo stress lavoro-correlato- spiega Farruggia- è definito, nell’ambito medico, come la percezione di squilibrio che il lavoratore avverte in tutti i casi in cui le richieste da soddisfare eccedono rispetto alle capacità individuali delle quali si è in possesso per fronteggiare le richieste stesse: un fenomeno che si ripercuote sulla salute del dipendente e, in taluni casi, anche nelle dinamiche familiari e nei rapporti interpersonali».

«Ad oggi, purtroppo- aggiunge l’esponente sindacale- le varie amministrazioni , sia sul territorio regionale che nazionale, hanno risposto con un diffuso silenzio che ha imposto alla Uil Pubblica Amministrazione, da sempre attenta al tema della salute dei lavoratori e alla qualità dei servizi erogati alla collettività dai dipendenti pubblici, una seria riflessione. Da qui, la necessità di mettere in atto una sorta di operazione verità che, prendendo in esame i vari uffici, sia in grado di evidenziare a beneficio dei cittadini le reali condizioni in cui versa la pubblica amministrazione e i sacrifici che vengono profusi dai dipendenti pubblici quotidianamente, malgrado certe campagne denigratorie finalizzate a screditarli e denigrarli presso l’opinione pubblica».

È proprio sulla qualità dei servizi erogati che si concentrano le preoccupazioni più importanti del segretario: secondo Farruggia, infatti, uno dei tanti rischi legati riguarderebbe proprio la resa dei dipendenti pubblici, inficiata dalle condizioni degli ambienti di lavoro e dall’esiguità degli organici che non vengono reintegrati a causa del turn over imposto dalla politica.

«Alla luce di tutto questo- si legge in una nota del segretario- la Uil Pubblica Amministrazione è impegnata, su tutto il territorio nazionale, a rendere note, all’insegna della massima trasparenza, le cause dei disagi che gli utenti subiscono quando si recano presso gli uffici pubblici, dove ormai regna una situazione fuori controllo: vogliamo che le responsabilità vengano enucleate con assoluta nitidezza».

«Chiediamo- aggiunge Farruggia- alle amministrazioni l’apertura di tavoli di confronto ad hoc sulla materia e che si attivino per rilevare negli uffici di propria pertinenza il rischio, laddove presente, da stress lavoro – correlato, nelle forme e nelle modalità previste dal decreto legislativo 81/2008, successivamente modificato con il 106/2009: occorre realizzare, anche grazie al contributo e all’esperienza del sindacato, un cambiamento culturale che passi in prima battuta dallo stile di vita e, successivamente, dall’organizzazione del lavoro».

A tal proposito, il segretario preannuncia una tavola rotonda attorno alla quale riunire dirigenza e lavoratori per accendere i riflettori sui disagi del personale e, in caso di mancato recepimento delle istanze del sindacato, anche azioni di protesta a tutela della salute dei dipendenti pubblici.

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