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Dal palazzo

L'intervista di Insanitas

Stesura del nuovo piano vaccinale, un siciliano nel “pool” nazionale di esperti

Si tratta di Claudio Costantino, ricercatore dell’Università di Palermo in “Igiene Generale ed Applicata” presso il Dipartimento PROMISE e Dirigente Medico della UOC Epidemiologia Clinica al Policlinico “Giaccone”.

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. Unico rappresentante siciliano al tavolo di lavoro nazionale per la Stesura del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2021-2025, Claudio Costantino (nella foto) è stato scelto dalla direzione generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute. Ricercatore dell’Università degli Studi di Palermo in “Igiene Generale ed Applicata” presso il Dipartimento PROMISE e Dirigente Medico della UOC Epidemiologia Clinica con Registro Tumori della Provincia di Palermo presso il Policlinico “Giaccone”, si cimenterà adesso in questa nuova esperienza professionale.

È stato nominato tra il panel di esperti per la stesura del piano vaccinale 2021-2025, di cosa si occuperà praticamente?
«Insieme ad altri colleghi, a livello nazionale, andremo a rivedere tutte le vaccinazioni che attualmente vengono effettuate ad un soggetto nel corso della vita, quindi dai neonati fino agli anziani, sarebbe quello che chiamiamo “calendario vaccinale per la vita” perché accompagna gli italiani dalla nascita alla morte, si spera il più tardi possibile anche grazie alle vaccinazioni. L’ultimo Piano Nazionale della Prevenzione 2017- 2019 è riconosciuto a livello europeo come uno dei più avanzati e con la migliore offerta vaccinale possibile. Infatti, in Italia le vaccinazioni previste dal PNPV sono tutte in offerta attiva e gratuita per la popolazione. Per me è un orgoglio poter dare il mio contributo per migliorare, incrementare e aggiornare questo Piano Vaccinale».

Aggiornare in questo caso significa aggiungere….
«Sì, ma ci sono anche diverse situazioni da aggiornare come quella del meningococco B, che è una delle vaccinazioni dell’infanzia, per cui si farà una dose in meno, quindi non più tre dosi più il richiamo ma due più il richiamo ad esempio. Ci saranno altre modifiche che saranno fatte nel corso del tempo ovviamente in base ai dettami della letteratura scientifica, non si tratta di scelte arbitrarie. Sicuramente sarà aggiunta anche la sezione riguardante la vaccinazione anti-Covid. Il virus ci accompagnerà nel corso del tempo, per cui bisognerà prevedere un calendario vaccinale».

Secondo le ultime dichiarazioni del generale Figliuolo entro settembre sarà vaccinato l’80% degli italiani, Draghi ha parlato di mezzo milione al giorno di vaccini ad aprile per immunizzare la popolazione entro luglio, lei che ne pensa di questi numeri?
«Credo che sia un atto dovuto perché consentirà agli italiani di riprendere la propria vita come sta accadendo in altri Paesi del mondo, vedi Israele e Inghilterra. Finora ci sono stati problemi organizzativi ed è chiaro che con Figliuolo c’è stata una svolta in senso positivo, ma sicuramente c’è stato anche il problema della mancanza di dosi. Basti pensare che nella settimana che precede la Pasqua sta arrivando un numero di dosi complessive di vaccini pari a quello che è arrivato nei 45 giorni precedenti. Pertanto, sicuramente adesso stiamo finalmente assistendo a un incremento delle vaccinazioni che ad aprile sarà maggiore. Ciò ci permetterà di poter fare i 500.000 vaccini giornalieri promessi che diventeranno poi 50.000 in Sicilia, in rapporto alla popolazione generale».

I dati epidemiologici del nostro Paese riportano un’impennata di casi di variante inglese, addirittura nell’86,7% dei contagi, lei ritiene che sia un problema reale e che ciò possa inficiare sulle vaccinazioni?
«Che la variante inglese rappresenti un problema a causa della maggiore contagiosità è un dato di fatto, anche perché conta una diffusione maggiore tra le fasce di età più piccole, per il vaccino invece non è un problema. Di fatto la variante inglese nasce in Inghilterra ed è stato dimostrato proprio lì come vaccinando massicciamente la popolazione si sia quasi azzerato il numero dei contagi così come il numero dei morti, questo è il dato bellissimo osservato a Londra nei giorni scorsi ma in generale in tutta l’Inghilterra. Penso, quindi, che dobbiamo preoccuparcene il giusto, in quanto aumenta la capacità di contagio del virus, ma sicuramente non va ad alterare l’efficacia della vaccinazione».

Cosa ne pensa del Vaccino AstraZeneca e dell’aggiornamento del bugiardino?
«Penso che fosse un atto dovuto perché sono state riscontrate correlazioni temporali tra il vaccino e il decesso avvenuto per dei trombi. Ci tengo, però, a ricordare che AstraZeneca è stato somministrato in questo momento a più di 40 milioni di persone nel mondo. Al Policlinico “Giaccone” noi abbiamo vaccinato in totale circa 25.000 persone, di cui 22.000 con Pfizer e circa 2200 con AstraZeneca- somministrato anche al Rettore Fabrizio Micari- e nessuno di questi ha avuto reazioni avverse o problemi particolari. Secondo la nostra esperienza, pertanto, il vaccino va benissimo. Anche il bugiardino della tachipirina dice che causa morte ma nessuno si preoccupa di poter morire assumendo la tachipirina e si somministra pure ai bambini quando hanno la febbre. Le reazioni avverse con farmaci ci sono sempre e i casi di shock anafilattico con tachipirina sono 5/6 più frequenti rispetto a qualsiasi vaccino. Ritengo, quindi, corretto aggiornare il bugiardino e informare la popolazione, in seguito all’osservazione di questi casi, che comunque sono ancora al vaglio degli studiosi per capire se oltre alle correlazioni temporali possano esserci correlazioni causali».

 

 

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