Sterilizzazione di strumenti e tessuti medici? È al Civico la migliore Centrale del Meridione

17 Marzo 2016

Tour in esclusiva di Insanitas con video e foto nel padiglione all'avanguardia dell'ospedale palermitano. Il direttore generale Giovanni Migliore: «Un investimento importante, ma giustificato dai risultati ottenuti». Aperto nel 2012 e costato circa 7 milioni, vi lavorano 33 persone h24 tutti i giorni dell’anno ed è in grado di gestire la sterilizzazione dell’intera Sicilia occidentale.

di Giorgio Vaiana

PALERMO. Un’apertura straordinaria. Un viaggio impossibile per “i comuni mortali”. Per la prima volta la centrale di sterilizzazione dell’ospedale Civico di Palermo apre le porte alla stampa e lo fa in esclusiva per Insanitas.

Ad accompagnarci nel tour, un cicerone di eccezione, il direttore generale del Civico, Giovanni Migliore (in alto a destra un video con la sua intervista), con il direttore amministrativo, Vincenzo Barone e parte dei responsabili di questo padiglione.

Una centrale di sterilizzazione tra le più importanti, moderne e tecnologiche d’Europa e Italia, la prima, come grandezza e potenzialità del Meridione, sottolinea Migliore. Tre livelli, due aree di lavorazione: quella dedicata alla strumentazione chirurgica e quella dedicata alla teleria.

Tutto è super controllato, tutto è seguito dal suo percorso di ingresso a quello di uscita attraverso dei microchip ed un sistema informatico ai limiti della perfezione. Tutto quello che entra in questa centrale viene “schedato” prima di uscire nuovamente.

Qui non si perde nulla. L’apertura della centrale risale al 2012 dopo un lungo, complesso e dispendioso lavoro di ristrutturazione. Un investimento di circa sette milioni di euro. Oggi, però, il risultato è una centrale “super”, in grado di poter gestire la sterilizzazione dell’intera Sicilia Occidentale.

Al suo interno lavorano 33 persone, 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno. Un esempio per altri ospedali che ancora oggi sterilizzano strumenti e teleria in maniera che lo stesso direttore Migliore ha definito «artigianale»: nessuno ospedale in Sicilia, infatti, dispone di una simile tecnologia.

«Dalla necessità di avere una centrale simile- spiega Migliore- abbiamo realizzato un programma di attività di lunga scadenza e che speriamo possa portare i suoi frutti».

Ogni anno la gestione della centrale costa poco più di 2 milioni. Dalla sala accettazione, gli strumenti sporchi vanno nella zona di decontaminazione, dove vengono caricati in appositi carrelli per il lavaggio. Dopo il lavaggio e l’asciugatura, alcuni operai specializzati compongono i kit per le sale operatorie, in base agli interventi previsti.

Da qui, dopo essere stati sigillati sono trasportati al cuore della centrale, un macchinario che sterilizza gli strumenti attraverso l’utilizzo di pressione e calore.

La teleria fa un percorso simile. Dopo il lavaggio viene inviata al piano superiore per l’asciugatura attraverso un aspiratore. Poi degli operai li controllano uno per uno, per verificare la presenza di difetti o strappi.

«Un padiglione di cui siamo fieri», sottolinea Migliore, aggiungendo: «Potremmo definirlo il nostro fiore all’occhiello. Un investimento importante, ma giustificato dai risultati ottenuti e che speriamo di ottenere, poiché la centrale può essere offerta all’utilizzo anche degli altri ospedali».

  • Anna Palumbo, Vincenzo Barone, Rosaria De Luca, Giovanni Migliore, Antonio Dispensa

  • Rosaria De luca, Antonio Princiotto, Marilena Rao, Vincenzo Cardinale, Vincenza Moncada, Stefano D'Agostino, Salvatore Di leo, Maria Marfia, Giovanni Migliore, Rosa D'Urso, Piero Viola, Anna Palumbo

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