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"Pediatria e Società"

Staiano (SIP): «Dal Covid effetti pesanti sulla psiche dei minori, fondamentali le vaccinazioni in età pediatrica»

L'intervista alla presidente della Società Italiana di Pediatria per la rubrica settimanale di Insanitas che ha come coordinatore scientifico il prof. Giovanni Corsello.

Tempo di lettura: 3 minuti

A quasi due anni dall’inizio della pandemia da Covid-19 i minori stanno pagando un prezzo molto alto il diffondersi del virus. Le restrizioni dovute alle misure di sicurezza hanno pesanti risvolti nel loro sviluppo sociale, senza dimenticare che il pericolo di ammalarsi esiste anche per i più giovani. Abbiamo posto alcune domande alla dott.ssa Annamaria Staiano, presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), per capire come il virus stia incidendo sulle loro vite.

La pandemia sta avendo importanti risvolti psichiatrici sui bambini, soprattutto nella parte dello sviluppo che comprende la socialità.
«Sebbene il Covid-19 abbia colpito i bambini e gli adolescenti in maniera meno grave degli adulti, gli effetti indiretti sono stati pesanti soprattutto sul piano psicologico. Restrizioni, incertezza, lockdown hanno contribuito ad un incremento dei disturbi di ansia, della condotta alimentare, della depressione, sino all’ideazione suicidaria. Per citare un solo dato, secondo una indagine condotta dalla Società Italiana di Pediatria, gli accessi nei PS italiani per patologie di interesse neuropsichiatrico hanno registrato un incremento dell’84% nel periodo marzo 2020/ marzo 2021 rispetto al periodo pre-covid (marzo 2019-marzo 2020). Bisogna però tener presente che il Covid-19 ha fatto esplodere difficoltà preesistenti».

Ritiene necessario un aiuto psicologico da parte dello Stato in questa fase delicata?
«Da 10 anni osserviamo un aumento, nell’ordine del 5-10% all’anno, di accessi ai PS per disturbi neuropsichiatrici in età evolutiva: un incremento costante a cui si è sommato l’effetto Covid-19 che ha colpito in maniera particolare i bambini e gli adolescenti in condizioni di fragilità socio-economica. Con il risultato che oggi c’è una drammatica sproporzione tra i bisogni e le possibilità di risposta. Servirebbe quindi un approccio globale al problema che contempli il rafforzamento dei servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza in ospedale e sul territorio, l’aumento di posti letto, di personale dedicato, etc.».

Con il dilagare della variante Omicron, i casi di Covid sono in aumento anche tra i più giovani. Dalle indagini risulta che un contagio su 4 avviene tra minori. Possiamo immaginare che la vaccinazione per i bambini al di sotto dei 12 anni diventi consuetudine come per gli adulti?
«Più che una consuetudine oggi i vaccini sono una urgente necessità e lo sono per tre motivi: per proteggere la salute dei bambini da rischi che non possono essere esclusi, come per esempio la ormai famosa MIS-C e il long-Covid; per restituire loro quella socialità perduta, a partire dalla scuola in presenza, che sta causando tanti disagi psicologici; per ridurre la circolazione del virus e prevenire l’insorgere di nuove varianti. Con il diffondersi della variante Omicron aumentano non solo i contagi in età pediatrica, ma purtroppo anche i ricoveri, soprattutto tra i non vaccinati. Dobbiamo proteggere i bambini con le vaccinazioni che hanno dimostrato essere sicure ed efficaci».

Qualche dato sulle vaccinazioni in Sicilia dei minori. Sono numeri in linea con il resto del Paese?
«Circa il 12% dei bambini italiani tra 5 e 11 anni ha ricevuto una dose di vaccino, la Sicilia si colloca su un livello più basso pari al 7,98%. In termini assoluti nella nostra Regione fino a pochi giorni fa erano stati vaccinati circa 24mila bambini su una platea di circa 310mila vaccinabili. C’è ancora molto da fare anche perché salgono i numeri relativi ai bambini ricoverati per COVID-19 in tutta Italia, compresa la Sicilia. Anche se si tratta prevalentemente di patologie non gravi, con l’aumento del numero totale dei contagiati aumenterà anche il numero di coloro che dovranno essere ospedalizzati per forme più gravi o per complicanze».

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