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Stabilizzazione della dirigenza medica, lettera del CIMO “fiato sospeso per il voto d’aula”

5 Ottobre 2019

L'appello della Segreteria Regionale CIMO della Sicilia alla deputazione regionale "approvate con piena coscienza l’emendamento sui precari".

 

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Riceviamo e pubblichiamo la nota di Riccardo Spampinato, Segretario Regionale CIMO Sicilia, sui precari della sanità.

          In questi giorni all’Assemblea Regionale Siciliana sono calendarizzate le votazioni sul cosiddetto collegato alla Legge Finanziaria della Regione Sicilia, votazioni che sembrano procedere a rilento e che hanno già fatto registrare qualche passo falso in seno alla maggioranza che sostiene la Giunta Musumeci.

Martedì 8 ottobre prossimo è in calendario il voto su un emendamento riguardante le stabilizzazioni dei precari della Sanità, dai medici agli infermieri al personale tecnico-professionale e amministrativo. Il testo dell’emendamento presentato mira ad estendere i benefici della Legge Madia (la cui conclusione relativamente all’applicazione del comma 2 non è ancora definita in tutte la Aziende) alle figure rimaste fuori dal processo di stabilizzazione dello scorso anno che, in particolare ha escluso completamente la dirigenza amministrativa e una parte della dirigenza medica e sanitaria i cui requisiti per la stabilizzazione erano stati maturati presso strutture riconducibili agli Ospedali privati e agli IRCCS di diritto privato.

L’approvazione di questo emendamento consentirebbe di stabilizzare una serie di figure professionali rimaste nel limbo della precarietà da svariati anni e che nel frattempo hanno acquisito rilevanti competenze professionali di cui certo le Aziende Sanitarie non intendono privarsi.

L’operazione sarebbe poi a costo zero, dal momento che le risorse finanziarie destinate al pagamento di questi professionisti vengono già erogate per i relativi contratti a tempo determinato. Si tratterebbe quindi di fornire il giusto riconoscimento a questa categoria di precari che nella precedente tornata era stata discriminata non dalla norma di Legge ma da una sua interpretazione eccessivamente restrittiva.

D’altra parte, va rilevato come analoga operazione sia stata già effettuata in altre Regioni italiane che alla stessa stregua di quanto si prova a fare in Sicilia hanno proceduto alla stabilizzazione di queste figure professionali.

Il percorso è stato ben avviato con una prima audizione di varie Organizzazioni Sindacali in Commissione Lavoro, con l’approvazione all’unanimità da parte della Commissione Sanità dell’ARS e con parere positivo anche in commissione Bilancio, proprio per il fatto che tale provvedimento non comporterebbe l’impegno di risorse economiche aggiuntive. Anche l’Assessore Razza e la Giunta di Governo hanno espresso parere favorevole.

Resta adesso soltanto l’incognita del voto in Aula ed è proprio questo che continua a tenere col fiato sospeso i precari interessati che vivono nel timore di uno sgambetto al Governo Musumeci proprio sul filo di lana, ad un passo dal traguardo.

La paura è dettata dal fatto che le beghe politiche possano tradursi in una beffa insopportabile ai danni di lavoratori il cui unico sogno è quello di ottenere un lavoro stabile facendoli finalmente uscire da un precariato che tutti disprezzano ma che continua a imperversare nella pubblica amministrazione.

Se l’emendamento non dovesse superare l’ostacolo del voto assembleare, ci sarebbero delle precise e inaccettabili responsabilità politiche, sempre che i contrari al provvedimento abbiano poi il coraggio di palesarsi e di spiegare il perché della loro scelta.

La Segreteria Regionale CIMO della Sicilia lancia quindi un appello a tutti gli Onorevoli Deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana esortandoli a non lasciarsi distogliere dalle solite beghe di potere e di approvare con piena coscienza l’emendamento sui precari.

                                                                                                                                  Il Segretario Regionale CIMO

                                                          Giuseppe Riccardo Spampinato

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