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ASP e Ospedali

La replica a quattro ricorrenti

Stabilizzazione dei precari, l’Asp di Trapani: «Tutto in regola, pertanto non revocheremo alcuna procedura»

La replica della direzione aziendale a una nota dei legali di quattro ricorrenti con la quale si chiedeva di annullare la procedura in autotutela.

Tempo di lettura: 2 minuti

TRAPANI. L’Asp di Trapani non revocherà alcuna procedura di stabilizzazione del personale ex Lsu o Asu, compiuta o avviata. Lo conferma la Direzione strategica aziendale, replicando a una nota dei legali di quattro ricorrenti con la quale si chiedeva di annullare la procedura in autotutela.

Dall’Asp si sottolinea: «Non vi è infatti alcuna sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa in proposito, ma un parere obbligatorio ma non vincolante del Cga, a un ricorso straordinario al presidente della Regione del 2012. Nel parere si raccomandava di accogliere il ricorso “nei limiti dell’interesse dei quattro ricorrenti, e fatte salve le ulteriori procedure e i provvedimenti emanati”».

Ed aggiungono: «Il decreto del presidente della Regione di accoglimento del ricorso fa infatti salvi tutti gli atti dell’amministrazione. Poiché i ricorrenti chiedevano che alcuni posti avrebbero dovuto essere messi a concorso pubblico, questo è quello che farà l’azienda. Dopo la presa d’atto, si darà applicazione al decreto, modificando il programma di fabbisogno triennale 2017-2019 e indicendo un concorso per quattro posti di operatore tecnico, riservato esclusivamente all’esterno, per tanti posti quanti sono i ricorrenti, che potranno così partecipare al concorso pubblico, come richiesto».

La direzione strategica aziendale ribadisce che «anche la nuova stabilizzazione che sarà avviata per 20 Asu, rispetta le previsioni di legge, e proseguirà, come previsto, in linea con la programmazione triennale del fabbisogno posta in essere da questa Azienda, che garantisce l’adeguato accesso dall’esterno».

Infine, dall’Asp sottolineano: «Le procedure di stabilizzazione ivi previste rientrano, infatti, nel limite massimo complessivo del 50 per cento delle risorse assunzionali “complessive” disponibili nel triennio di riferimento, nel rispetto della disciplina vigente in materia, nonché di quanto previsto dal competente assessorato regionale della Salute con apposite direttive, che questa azienda ha sempre rispettato».

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