Dal palazzo

L'appello

Stabilizzazione dei precari, la Fp Cgil Sicilia: «Urge una direttiva assessoriale sui criteri»

Il sindacato sollecita che sia fatta chiarezza su base regionale, così da non creare una giungla di decisioni diverse in ogni provincia.

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PALERMO. «Stabilizzazioni bloccate per la mancata comunicazione alle Aziende sanitarie dei criteri da adottare». Il grido di allarme arriva da Fp Cgil Sicilia. A denunciare i fatti sono il segretario generale, Gaetano Agliozzo (nella foto), la segretaria regionale con delega alla Sanità, Concetta Basile, e il coordinatore regionale Sanità, Antonio Trino.

«In buona sostanza abbiamo due situazioni ben distinte- affermano- rappresentate da coloro che hanno i requisiti per la stabilizzazione con i 36 mesi, ai sensi della cosiddetta Legge Madia, i cui criteri sono ben chiari e rodati. I problemi nascono per coloro che aspirano alla stabilizzazione con i 18 mesi, per i quali vanno forniti i criteri da adottare in sede regionale validi per tutte le aziende, così da non creare una giungla di decisioni diverse in ogni provincia. Consideriamo che la trovata elettorale di sollecitare le aziende ad emettere avvisi di ricognizione in fretta e furia- continuano Agliozzo, Basile e Trino- abbia ingenerato confusione da una parte e legittime aspettative dall’altra, anche in virtù dell’avvicinarsi del 31 dicembre, data di fine, almeno allo stato attuale, delle proroghe contrattuali in corso».

«Ora è necessario dare certezze– aggiungono Agliozzo, Basile e Trino- attraverso l’emanazione di criteri al fine di consentire alle aziende di uscire dall’empasse legato alla difficoltà di redigere graduatorie laddove il numero di posti disponibili in pianta organica sia inferiore alle istanze presentate. È giunto il momento di far seguire i fatti alle parole e dare risposte, ma soprattutto certezze ai tanti professionisti e lavoratori della sanità, che ci hanno consentito di uscire dall’emergenza Covid, ai quali è stato promesso esattamente la stabilizzazione, sia prima delle elezioni che durante i momenti più tristi della crisi pandemica».

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