Salvatore Mingrino

Dal palazzo

L'intervento

Stabilizzazione dei precari Covid, la Fedir: «Amministrativi e informatici a rischio esclusione»

Il sindacalista Salvatore Mingrino sottolinea che il MEF avrebbe chiesto una riscrittura dell’emendamento che li coinvolgeva,

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La Fedir- sindacato della Dirigenza delle funzioni locali- lancia un grido d’allarme «sul tentativo di stoppare la stabilizzazione dei precari della Sanità ed di tanti altri Enti». Salvatore Mingrino (nella foto), Segretario Regionale aggiunto della Fedir, ha seguìto attentamente i lavori parlamentari sulla stabilizzazione dei precari, inserita nella legge di conversione del decreto Milleproroghe, da dentro Palazzo Madama, attraverso i resoconti stenografici delle sedute di commissione, e da fuori il Palazzo, attraverso i tam tam informativi dei parlamentari nazionali eletti in Sicilia.

Nelle settimane successive all’incardinazione al Senato della discussione della legge di conversione, il tema della stabilizzazione dei precari ha riscosso un’attenzione dei parlamentari notevole, supportati anche dalla spinta delle organizzazioni sindacali ammesse anche alle audizioni, tant’è che numerosi sono stati gli emendamenti presentati, riguardanti sia la proroga dei termini della Legge “Madia”, sia la previsione di un “allargamento” a tutto il personale dirigenziale e non dirigenziale della sanità delle previsioni della Legge n. 234 del 30/12/2021, cioè la stabilizzazione con 18 mesi di attività lavorativa, previa selezione.

«Nella fattispecie, un emendamento il “4.34” era stato ideato tra le migliori sintesi dei convergenti interessi di migliaia di lavoratori precari, assunti a vario titolo e con diverse qualifiche, durante gli anni dell’emergenza Covid- sottolinea Mingrino-  Tutti collaboratori della “Prima Linea al Fronte” i nostri medici e infermieri, ma assieme a loro, tutti impegnati a mandare avanti il nostro Paese, ognuno con la propria professionalità: dall’amministrativo all’avvocato, dall’ingegnere all’informatico, dallo psicologo all’ausiliario e all’OSS. Tutti! E invece oggi il tam tam cosa ci dice: il MEF ha chiesto una riscrittura dell’emendamento e, sembrerebbe, l’esclusione degli amministrativi, degli ingegneri degli avvocati, degli informatici. Perché? Perché non c’è copertura finanziaria?».

Mingrino aggiunge: «Gli esperti chiariscono che la copertura finanziaria per il personale a tempo determinato su posto vacante è già assodata per gli enti utilizzatori, sono pagati da mesi, alcuni stanno anche per maturare i 36 mesi di lavoro e il loro costo è già previsto nei vari bilanci annuali. Quindi per chi resta il problema? Solo per il personale reclutato attraverso i “click day”? Ma forse neanche per tutti: a seguito delle selezioni, si potrebbero coprire i posti vacanti, per i quali, se le previsioni sono corrette, la copertura finanziaria deve esserci. Allora ritorna il vecchio detto: “divide et impera”. Forse la politica o i burocrati che vogliono condizionare la politica pensa a questo: “A causa degli uni, escludiamo tutti, mettiamo guerra tra loro e imperiamo!”»

«Noi non ci stiamo-  afferma Mingrino- Sui precari della Sanità si è fondato un esercito per combattere una guerra contro un virus che sembrava impari. Hanno lottato tutti e tutti devono avere pari dignità. La dignità che si pretende abbiano tutti coloro i quali hanno i destini degli altri nelle mani. Tutti siamo pronti, educatamente, nelle giuste misure, ma con un grido assordante, se sarà necessario, nei luoghi di lavoro, nelle piazze, nei palazzi, se la pari dignità verrà calpestata».

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