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Il documento

Stabilizzazione dei precari Covid, ecco il piano dell’assessorato alla Salute

Sottoposto un protocollo d'intesa ai sindacati, che nei prossimi giorni daranno il loro parere in vista di un altro vertice.

Tempo di lettura: 4 minuti

A chi toccano le stabilizzazioni e con quale priorità. Sono i contenuti principali del protocollo d’intesa sottoposto ieri ai sindacati dall’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo. Insanitas ha avuto visione del documento, che in questi giorni sarà esaminato attentamente e valutato dalle organizzazioni sindacali per apportare eventuali contro-proposte in vista del nuovo vertice previsto la prossima settimana. I contenuti del protocollo si appliccheranno a tutte le aziende e gli enti del servizio sanitario regionale, all’Irccs Bonino -Pulejo e all’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.

Ecco i contenuti principali

Obiettivi

Le procedure dovranno essere rivolte alla stabilizzazione del personale in possesso dei requisiti previsti dal Milleproroghe nonchè dell’articolo 20, commi 1 e 2, del D.Lgs n. 75 del 2017 e ss.mm.ii (la cosiddetta “legge Madia”), “al fine di consentire la valorizzazione della professionalità acquisita dal personale che ha prestato servizio durante l’emergenza pandemica da Covid-19”.

Personale destinatario e requisiti di ammissione

Salve diverse e ulteriori disposizioni normative sopravvenute, è consentito assumere a tempo indeterminato:

a) il personale, dirigenziale e non dirigenziale, sanitario, sociosanitario e amministrativo reclutato anche con contratti di lavoro flessibile e anche qualora non più in servizio.

b) che abbia maturato o che maturerà al 31 dicembre 2024 almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, di cui almeno sei nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2022.

Questo processo di stabilizzazione dovrà avvenire “in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni di personale e nei limiti di spesa di cui all’articolo 11, comma 1, del decreto legge 30 aprile 2019, n.35, convertito con modificazioni dalla legge 25 giugno 2019, n. 60”.

Indicazioni operative

Le Aziende preliminarmente devono aggiornare i rispettivi Piani di fabbisogno del personale in considerazione delle sopravvenute cessazioni di rapporti contrattuali, delle procedure di stabilizzazione in itinere nonchè dei reclutamenti già perfezionatisi in applicazione di precedenti stabilizzazioni. Effettuato tale adempimento, potranno avviare le procedure di stabilizzazione previa adozione di avvisi di ricognizione aziendale del personale, sempre in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni e nei limiti di spesa.

Criteri di priorità

Fermo restando l’applicazione dell’articolo 20, commi 1 e 2, del D.Lgs n. 75 del 25 maggio 2017, saranno adottate le seguenti priorità:

– essere, al momento della pubblicazione dell’avviso di ricognizione, in servizio con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato presso l’Azienda procedente e possedere i requisiti previsti dall’articolo 1, comma 268, lettera b della legge n. 234 del 2021, come modificato dall’articolo 4 del D.L.  n.198 del 2022, convertito con modificazioni dalle legge n.14 del 2023.

– in caso di ulteriori posti disponibili, la precedenza è riconosciuta al dipendente reclutato con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato a seguito di selezione pubblica anche non più in servizio e che abbia maturato presso l’Azienda procedente i requisiti previsti dalla normativa.

– in subordine, al personale in servizio con contratto di lavoro flessibile che abbia maturato i requisiti di legge presso l’azienda procedente, previo espletamento di apposita procedura selettiva pubblica.

Per il restante personale escluso da queste procedure di stabilizzazione e che abbia maturato almeno 6 mesi di servizio durante il periodo dell’emergenza (per come sopra individuato), le aziende e gli enti sono autorizzate a riconoscere un punteggio premiale nella valutazione curriculare, pari a 0,3 per mese fino a un massimo di 5 punti.

Qualora all’esito degli avvisi di ricognizione emergano posti disponibili inferiori al numero di personale avente diritto alla stabilizzazione, si avvierà una procedura di confronto tra l’Azienda e l’Assessorato alla Salute per individuare le soluzioni più idonee in coerenza al Piano del fabbisogno triennale del personale e comunque entro i limiti del tetto di spesa.

Inoltre, è previsto che assessorato e sindacati monitorino periodicamente l’andamento dei processi di stabilizzazione, aggiornando il protocollo d’intesa alla luce di eventuali e future disposizioni normative che possano modificare l’applicazione del medesimo protocollo. Infine, le Aziende dovranno attivare  appositi tavoli di confronto con i sindacati per dare piena e uniforme esecuzione rispetto a quanto concordato.

Tutto ciò, appunto, nel protocollo d’intesa prospettato dall’assessorato e sul quale i sindacati si esprimeranno in questi giorni. Intanto giungono già le prime reazioni, come quelle di Cgil e Uil e di Ugl Salute.

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