vaccinazioni parodontite

Sanità privata

La querelle

Specialisti privati accreditati, in Sicilia al via lo stato di agitazione

L'appello all'assessore Volo affinchè «vi sia il riconoscimento della fondamentale importanza che questo comparto ricopre»

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PALERMO. «Il SIOD ha aderito, essendone promotore dal nascere, alla PEC che è stata inviata all’assessore alla Salute, Giovanna Volo, da parte dell’intero comparto della Sanità Specialistica accreditata esterna, Odontoiatria compresa, per chiedere un deciso cambio di passo che inizi con il riconoscimento della fondamentale importanza che questo comparto ricopre contribuisce in maniera unica ad abbattere le liste d’attesa e senza il quale la sanità in Sicilia non esisterebbe».

Lo afferma l’odontoiatra Francesco Romano (nella foto), riferendosi al documento (CLICCA QUI) sottoscritto da tutte le maggiori sigle sindacali dell’Isola: Acap, Aipa, Amsa Fkt Fesiop, Andiar, Ardiss Fkt, Arka Fkt, Cidec, Citds, Confcommercio, Croat, Federanisap, Federbiologi, Federlab, Sara, Sbv, Silab e appunto Siod, «vessate dalla gestione dell’ultimo quinquennio e mancanti di contrattualizzazione da 4 anni, mai successo nella storia della Regione»

Romano sottolinea: «Le cifre che hanno fatto trasalire, “illuminandolo”, in campagna elettorale persino il Presidente Schifani- ma che ora probabilmente lo ha dimenticato- vengono direttamente dall’Assessorato alla Salute che riconosce che nel 2019 sono state erogate dai Convenzionati esterni 42 milioni di prestazioni (il 75%) contro le 15 milioni di prestazioni erogate dal Pubblico (25%). Ma non solo: questo con una spesa per prestazione che per il Pubblico è più di 3 volte superiore a quella del Privato accreditato.  Una stessa prestazione che fatta dal Pubblico costa € 22, fatta in regime convenzionato Privato costa alla Regione poco più di € 6. Ossia il privato accreditato lavora di più (molto di più, praticamente fa quasi tutto), costa meno di un terzo (risparmio per i cittadini e per loa regione) ma gli viene detto che non è importante, le sue tariffe vengono lasciate inadeguate ed il suo budget ridotto al lumicino».

«Parliamo di un comparto che finora ha lavorato per gran parte gratuitamente per la popolazione, erogando circa 60 milioni di euro/anno in extra budget non remunerato, contribuendo ad assicurare una degna erogazione delle prestazioni specialistiche pubblico/privato sul territorio e abbattendo a proprie spese parte delle lunghissime liste di attesa di questa Regione, che si è fatta “bella” con il lavoro dei Privati accreditati- sottolinea Romano- Oggi questa situazione non è più sostenibile. In particolare poi, sono in grave situazione le strutture di odontoiatria Privata convenzionata, la cui gestione- al contrario di altre branche- implica un notevole apporto di denaro per la complessità di attrezzature, personale e adeguamento ai protocolli di sicurezza impartiti dal Ministero della Salute, insieme alla impossibilità di variare autonomamente (come fanno giustamente gli studi privati) le tariffe, adeguandole al costo della vita ed ai costi di gestione».

«La gravissima crisi economica che ci attanaglia con tariffe bloccate dal 1996, aumenti insostenibili delle materie prime, dei contratti di lavoro, delle utenze, dei materiali di consumo non ci permetterà più di erogare gratuitamente prestazioni in extra budget anche alla luce degli ultimi decreti sugli aggregati (2022 e 2023) che vedono, incomprensibilmente, i nostri aggregati notevolmente ridotti rispetto a quanto a noi assegnato nel 2021- aggiunge Romano- Continuare a gestire in questo modo miope la sanità pubblica è, ad oggi, inammissibile ed equivale ad una istigazione a delinquere perpetrata dalla Pubblica Amministrazione ai danni dei medici, delle aziende, dei lavoratori e di tutta la collettività».

Da qui l’appello all’assessore Volo «di essere urgentemente convocati al fine di poter programmare una migliore sanità territoriale che risolva le criticità anzidette soprattutto con la istituzione dei tavoli tecnici da Lei stessa promessi». Nel contempo la categoria proclama lo stato di agitazione che culminerà con una Assemblea Generale di tutti i propri associati indetta per il 4 febbraio a Caltanissetta che delibererà su eventuali altre azioni da intraprendere.

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