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ASP e Ospedali

Il caso a Ragusa

Sospesi dopo il rifiuto di vaccinarsi, Aliquò: «Abbiamo applicato la normativa»

Il direttore generale dell'azienda sanitaria provinciale spiega ad Insanitas il provvedimento nei confronti di una trentina di dipendenti.

Tempo di lettura: 3 minuti

Il direttore generale dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò, interviene sulla sospensione dal servizio, con effetto immediato, dei dipendenti che hanno violato l’obbligo di sottoporsi alla vaccinazione per la prevenzione da Covid -19.  «Non si tratta di oltre 30 lavoratori»,  precisa anzitutto, annunciando come cinque tra questi trenta abbiano deciso volontariamente di sottoporsi alla vaccinazione, contestualmente alla comunicazione della sospensione. «Per loro il provvedimento non verrà applicato e continueranno a svolgere le proprie mansioni», specifica Aliquò che smentisce anche la notizia relativa a un medico di famiglia tra questi, riconducibile all’azienda sanitaria. Un caso non isolato, in quanto già in altre regioni d’Italia si sono registrati casi simili di sospensioni. Ma l’ASP di Ragusa al momento sembra essere l’unica azienda siciliana ad avere questo sconfortante primato.

Il direttore generale racconta di essere rimasto sorpreso da questa circostanza, in riferimento alle energie impiegate dall’azienda nel sensibilizzare la popolazione sulla campagna vaccinale. Secondo quanto riportato dall’ASP alcuni dipendenti hanno dichiarato apertamente di non voler sottoporsi alla vaccinazione, altri hanno presentato delle certificazioni con patologie che non rientrano in quelle che possono escludere la vaccinazione.

Da quanto emerge pare che i “No-Vax” iblei siano distribuiti uniformemente sul territorio, tra loro ci sono infermieri ausiliari, OSS, un tecnico di laboratorio, un biologo e anche un farmacista. Professionisti sanitari che prestano servizio nelle strutture ospedaliere della provincia di Ragusa e nei distretti sanitari. A finire nel mirino, secondo quanto riporta il direttore generale cinque persone che prestano servizio all’Ospedale “Guzzardi” di Vittoria, quattro al “Maggiore” di Modica, cinque prestano servizio nel distretto di Modica, due a Scicli e dodici presso il “Giovanni Paolo II”.

«Mi sorprende tutta questa attenzione dei media sul caso– dice Aliquò- Noi abbiamo preso atto delle loro resistenze a vaccinarsi e abbiamo fatto di necessità virtù applicando il decreto, non dopo pochi tentativi, perché sia chiaro: non si tratta di una sanzione disciplinare, ma abbiamo applicato la normativa nell’ambito della pandemia in corso per ragioni di sicurezza». Aliquò fa riferimento alla nuova normativa in materia introdotta dal Decreto legge di aprile (art.4 del D.L. 01.04.2021) che prevede l’obbligo vaccinale per medici, infermieri e operatori socio sanitari. I lavoratori che hanno deciso di non vaccinarsi sono stati sospesi dal servizio con effetto immediato e fino al 31 dicembre prossimo o in mancanza, fin al completamento del piano vaccinale. La sospensione del servizio prevede anche la sospensione della retribuzione e di ogni altro compenso. «Un provvedimento che qualora cambiassero idea sulla vaccinazione, verrebbe meno», dice in conclusione il direttore generale dell’ASP di Ragusa.

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