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Case di cura

La nota di Barbara Cittadini

Somministrazione dei vaccini, l’Aiop: «Siamo pronti a scendere in campo»

La presidente nazionale Barbara Cittadini: «Il nostro è un dovere deontologico oltre che etico, a tutela di un Paese che ha la necessità di ripartire quanto prima, anche dal punto di vista economico».

Tempo di lettura: 2 minuti

«L’Aiop è già impegnata nella lotta alla diffusione della pandemia da Covid-19, contribuendo con le sue 72mila unità del personale, tra i quali 12mila medici, 28mila infermieri e tecnici e 32mila operatori di supporto- afferma Barbara Cittadini, Presidente nazionale Aiop, in merito all’impegno delle strutture associate di essere a disposizione, su tutto il territorio nazionale, per la somministrazione del vaccino anti Covid-19».

«Sin dall’inizio della pandemia e nelle fasi emergenziali, tutte le nostre strutture sanitarie, con grande serietà, in quanto componente di diritto privato del Ssn, hanno dato un pieno e deciso contributo nell’ambito dei Piani di Emergenza predisposti dalle singole Regioni, in base alla programmazione effettuata da queste ultime, a seconda delle specifiche esigenze territoriali, per la gestione dei pazienti Covid e per assicurare la continuità delle cure ed assistenza a tutti quei pazienti non-Covid- aggunge- Le strutture associate hanno agito, con senso di responsabilità, per salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini, al fine di garantire sicurezza ed efficienza nell’erogazione delle prestazioni».

Quindi, la presidente nazionale dell’Aiop sottolinea: «In tal senso siamo fieri di poter garantire, ancora una volta, la nostra disponibilità anche, in questa fase, per la campagna vaccinale, perché è importante favorire una maggiore sinergia tra la componente di diritto pubblico e quella di diritto privato del Servizio sanitario nazionale, tramite gli opportuni accordi con le nostre Sedi regionali. Siamo pronti a dare il nostro contributo per facilitare la somministrazione del vaccino sui territori, operando nel pieno rispetto di quanto previsto dal Piano nazionale vaccini anti Covid-19 e seguendo, scrupolosamente, le indicazioni relative alla necessità di dare priorità a specifiche categorie. Il nostro è un dovere deontologico oltre che etico, a tutela di un Paese che ha la necessità di ripartire quanto prima, anche dal punto di vista economico».

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