Solfiti nelle carni, in Sicilia aumentano le frodi scoperte: oltre il triplo in più nel giro di un anno

22 Aprile 2016

Il dato è relativo ai controlli effettuati dall'Istituto zooprofilattico: nel 2014 i casi di irregolarità furono il 2,8 per cento rispetto al campione esaminato, mentre nel 2015 si è toccata quota 9,2. Intervista video di Insanitas al commissario straordinario Salvo Seminara: «Niente allarmismi, il monitoraggio è costante e capillare».

di Roberto Chifari

PALERMO. Solfiti aggiunti alla carne per alterarne il colore e rallentare, così, il processo di putrefazione. Non si fermano le frodi scoperete dalle forze dell’ordine nel settore alimentare e alla fine a pagarne le conseguenze non sono solo i consumatori ma anche chi le carni le vende al dettaglio.

Tra il 2011 e il 2015 è stato registrato un picco delle frodi con percentuali vicine al 10 per cento. Duecento casi negli ultimi sei anni sono emersi in seguito ai controlli effettuati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, che, ogni giorno, per conto di Nas, Asp e veterinari, analizza centinaia di campioni per cercare residui di farmaci, sostanze anabolizzanti e contaminanti ambientali negli alimenti e nei mangimi a uso zootecnico.

InSanitas ha intervistato Salvo Seminara, commissario straordinario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia (il video in alto a destra) il quale consiglia di mantenere alta l’attenzione sui cibi che acquistiamo giornalmente ma che è anche necessario evitare di creare inutili allarmismi.

Nel 2010, su un totale di 442 campioni di carne, 20 sono risultati positivi alla presenza di solfiti (4,5%). Nel 2011, partendo da una cifra simile a quella dell’anno precedente di campioni analizzati (447), i positivi raddoppiano (41), raggiungendo il 9,2 per cento.

Nel 2012, a fronte di un aumento dei campioni esaminati, i casi di frode diminuiscono: su 721 solo 32 (4,4%) risultano positivi.

E se nel corso del 2014 c’è stato un leggero calo (su 687, solo 19 positivi, cioè il 2,8%), nel 2015 invece il dato è aumentato notevolmente: in tutta la regione, su 786 campioni ben 72 risultarono positivi, vale a dire il 9,2%. Uno dei casi di cronaca dello scorso anno è stato il maxi sequestro di carne a Palermo, Trapani e Agrigento, quando sono state scoperte quattro tonnellate di carni avariate, denunciati 23 macellai e i titolari di un deposito.

L’uso dei solfiti è assolutamente vietato sulle carni fresche, ma è consentito, per la loro elevata attività antibatterica, nei crostacei, nei molluschi e persino nel vino, fino a un massimo di 200 milligrammi per chilo. L’utilizzo dei solfiti per finalità estetiche, ovvero, per mantenere più a lungo il colore originario delle carni è una frode perseguita per legge.

I solfiti presentano svariati effetti dannosi sulla salute, non solo perché causano il depauperamento del cibo da un punto di vista nutrizionale, distruggendo alcune vitamine, come la vitamina B1, B12 e la tiamina, ma soprattutto perché presentano effetti citotossici e allergologici (dermatiti, orticaria, ipotensione, dolori addominali e diarrea, oltre a pericolose reazioni anafilattiche).

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