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Salute e benessere

Ora anche a Ragusa

Soffrite di fibrillazione atriale? Ecco una tecnica innovativa che si avvale del gelo…

Si tratta della "Crioablazione”, ora introdotta anche dall'Asp di Ragusa.

Tempo di lettura: 2 minuti

Nuovo traguardo della Cardiologia Interventistica dell’ASP di Ragusa. Grazie alla applicazione della “Crioablazione”, una tecnica innovativa che si avvale del “freddo”, i pazienti con Fibrillazione Atriale hanno una nuova possibilità di cura.

«La fibrillazione atriale- spiega Antonino Nicosia, direttore della S.C. Cardiologia 1 di Ragusa, è l’aritmia cardiaca più comune, che colpisce in Europa circa 10 milioni di persone. La attivazione atriale scoordinata, percepita dal paziente come cardiopalmo, determina una maggiore affaticabilità e un rischio embolico elevato in pazienti con età maggiore di 50 anni».

Le cure tradizionali sono volte alla prevenzione del rischio tromboembolico (con farmaci anticoagulanti e/o device di occlusione dell’auricola sx) e all’interruzione mediante radiofrequenza dei “cortocircuiti” cardiaci che nascono proprio nell’atrio sx.

Da qualche mese si è introdotta la cosiddetta “crioablazione”: si usano dispositivi a forma di palloncino (“criopalloni”) con temperatura media di -40 gradi che gelano e quindi cicatrizzano il tessuto da cui origina lo stimolo elettrico anormale. «La crioablazione è la tecnica alternativa alla radiofrequenza e all’ablazione chirurgica- dice il dr. Giuseppe Campisi, che ha eseguito la metodica- Siamo in grado di garantire una migliore qualità di vita al paziente e maggiore sicurezza nella cura: minori complicanze ed incidenza di recidive, minore esposizione a radiazioni per tecnici e malati, sedazione molto meno profonda».

«Grazie di cuore non solo al Dr. Campisi, ma a tutta l’equipe tecnico-infermieristica di elettrofisiologia, specie a Carmelo Licitra, che con grande professionalità e dedizione ci hanno aiutato a raggiungere un traguardo importante. Siamo orgogliosi di offrire ai nostri pazienti una tecnica praticata solo in 3 ospedali siciliani- dice Nicosia- Ringrazio la Direzione Aziendale, che ha sostenuto con fattività ed entusiasmo i miei progetti innovativi».

Soddisfazione esprime il direttore generale, Maurizio Aricò: «Dobbiamo crescere dal punto di vista organizzativo, ad esempio potenziando la funzione delle reti tempo-dipendenti come quella dell’infarto; ma, al tempo stesso, è importante che introduciamo tecniche innovative, anche facendo da battistrada innovatori in ambito regionale. Grazie quindi ai nostri specialisti che, come il Dr. Nicosia, danno lustro alla Azienda e al nostro territorio».

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