Società Italiana di Terapia Antinfettiva, il nuovo presidente è Matteo Bassetti

20 Settembre 2019

Per il direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine una proclamazione all'unanimità nell'ambito del 10° Congresso Nazionale.

 

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Il professor Matteo Bassetti (nella foto) è stato proclamato, all’unanimità, nuovo Presidente di SITA, nell’ambito del 10° Congresso Nazionale della Società Italiana di Terapia Antinfettiva, tenutosi a Napoli. Bassetti succede al professor Claudio Viscoli, che diventa Presidente onorario.

«Non posso che ringraziare con affetto e doveroso riconoscimento il professor Viscoli- commenta il neo Presidente della SITA, Matteo Bassetti, anche direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine- che ha fatto cose straordinarie: se SITA esiste e oggi conta più di 600 soci in tutta Italia, il merito è suo. Continuerò nel solco da lui tracciato. Un pezzo di strada importante è stato fatto; cercherò di mantenere forte e vitale SITA, dando una maggiore vocazione internazionale con collegamenti alla Società europea di malattie infettive. Auspico di poter intraprendere nuovi percorsi, ritagliando sempre uno spazio ai progressi scientifici e lavorando per informare la popolazione, che è il nostro target più importante».

Il Congresso nazionale della SITA, la Società Italiana di Terapia Antinfettiva, che per la 10a edizione ha riunito a Napoli i maggiori infettivologi italiani, ha puntato i riflettori sulle principali malattie infettive ed in particolare sulla necessità di incentivare la ricerca e lo sviluppo di antibiotici innovativi e portare nelle scuole strategie educative di buona prassi igienica.

Al centro dei lavori un tema di grande attualità: quello dell’antibiotico-resistenza, che vede, purtroppo, l’Italia in pole position rispetto agli altri Paesi europei, con più di 10.000 decessi all’anno correlati ad infezioni batteriche non trattabili con i comuni antibiotici.

Quasi il 5% dei pazienti ricoverati è colpito da un’infezione che non può essere trattata con i comuni antibiotici. Se il fenomeno dell’antibiotico-resistenza cresce nel nostro Paese, in Toscana, però, si è registrato, in poco meno di un anno, un out break da New Delhi Metallo beta-lactamase (NDM), che ha i connotati di una vera e propria epidemia da infezione microbica resistente agli antibiotici, con ben 32 decessi e 75 pazienti colpiti.

Ceppi mutati di E. Coli o di Klebsiella esprimono un meccanismo di resistenza chiamato appunto New Delhi Metallo beta-lactamase (NDM), descritto per la prima volta a Nuova Delhi ormai 10 anni fa.

Dall’India si è poi diffuso prima nel Regno Unito e adesso da alcuni anni è descritto come ubiquitario. Questo enzima inattiva gli antibiotici e anche i nuovi, commercializzati negli ultimi anni, non funzionano, ma dalla ricerca arrivano buone notizie: tanti nuovi inibitori delle carbapenemasi e nuovi antibiotici in grado di contrastare le NDM e altri meccanismi simili.

Restano stringenti le misure da attuare nei nosocomi e nelle case di cura. Ma quel che serve adesso è insegnare alla popolazione la buona prassi dell’igiene, a cominciare dalle scuole primarie con l’educazione civica in ambito sanitario.

Sul punto si ricorda un breve utile Decalogo:
lavaggio frequente e accurato delle mani durante la giornata;
mettere la mano o un fazzoletto davanti alla bocca quando si starnuta;
stare in casa con l’influenza;
uso appropriato degli antibiotici solo dietro prescrizione del medico di famiglia;
non assumere antibiotici per il raffreddore o la comune influenza;
usare gli antibiotici rispettando i dosaggi e i tempi prescritti dal medico di famiglia;
completare sempre il ciclo di trattamento anche se ci si sente meglio.

«Tutti noi infettivologi- dichiara Matteo Bassetti- lanciamo un appello accorato: adesso che l’educazione civica entra di nuovo nelle scuole, va usata anche per la salute è necessario tornare ad insegnare le buone regole dell’igiene, che sono il primo baluardo per arginare la diffusione di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, e del buon uso degli antibiotici. Il secondo appello è rivolto ai governi e alle istituzioni perché trovino soluzioni per premiare le aziende farmaceutiche che investono in ricerca e sviluppo di nuovi antibiotici. Oggi assistiamo alla ‘globalizzazione’ dei batteri resistenti:questi microrganismi si spostano con le persone colonizzate e con i pazienti. Abbiamo estremo bisogno di antibiotici innovativi».

Carlo Tascini, direttore Prima Divisione di Malattie infettive Ospedale Cotugno di Napoli e Presidente del Congresso, afferma: «Nel tentativo di ridurre l’uso inappropriato di antibiotici, la regione Campania è stata la prima a recepire il Piano nazionale di lotta all’antibiotico-resistenza e da due anni abbiamo i Protocolli regionali per affrontare le patologie infettive più comuni abbiamo fatto un ulteriore sforzo, quello di misurare l’epidemiologia dell’antibiotico-resistenza con il progetto regionale SIRERAR. La situazione è preoccupante anche in Campania, sono in aumento i casi di endocardite negli anziani che devono essere sottoposti a sostituzione valvolare e i device sempre più spesso si infettano».

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