Società Italiana di Neurologia, il nuovo presidente regionale in Sicilia è Michele Vecchio

16 Febbraio 2019

Responsabile dell’UOC di Neurologia dell’Asp di Caltanissetta, resterà in carica per il biennio 2019-2021 e subentra a Placido Bramanti. Ecco il resoconto del congresso di Catania.

 

di

CATANIA. Le cure palliative in Neurologia- in particolare in campo oncologico, nel trattamento delle demenze, della sclerosi multipla e della sla – i progressi della neurologia sperimentale, le innovazioni tecnologiche nelle neuroscienze e le ultime frontiere per il trattamento del Parkinson.

Sono stati questi i temi portanti del Congresso regionale della Società italiana di Neurologia (Sin), che si è svolto al Policlinico Vittorio Emanuele di Catania, a conclusione del quale è stato eletto all’unanimità il nuovo segretario regionale dell’omonima Società: Michele Vecchio (il secondo da sinistra nella foto), responsabile dell’UOC di Neurologia dell’Asp di Caltanissetta, che resterà in carica per il biennio 2019-2021.

Vecchio succede a Placido Bramanti, ordinario dell’Università di Messina e direttore scientifico dell’Irccs Bonino Pulejo, che ha svolto l’incarico per due mandati consecutivi.

L’INTERVENTO DI MARIO ZAPPIA

La proclamazione del nuovo segretario è stata fatta da Bramanti, insieme a Mario Zappia, ordinario di Neurologia dell’Università di Catania, segretario nazionale della Società Italiana di Neurologia, direttore dell’UOC di Neurologia e del dipartimento assistenziale di Neuroscienze del Policlinico “Vittorio Emanuele” di Catania .

Zappia, anche presidente di questa edizione del congresso, evidenzia: «La nostra società scientifica quest’anno ha individuato come tema portante dei congressi regionali la riflessione sulle cure palliative in neurologia, perché la palliazione nelle patologie neurologiche è di estrema rilevanza, in quanto nelle malattie neurodegenerative e anche nell’Ictus e nelle sue sequele- permanenti e altamente invalidanti- vi è una fase di cronicizzazione della malattia in cui spesso è possibile intervenire solo a livello sintomatico, ovvero per dare al paziente un sollievo indipendentemente dalle cause della patologia”.

Mario Zappia

Zappia continua: «Il tema della cronicità è centrale oggi e l’assistenza alle malattie croniche richiede risorse importanti e un’attenta riflessione su come allocarle. In Sicilia abbiamo una struttura sociale stabile che poggia sulla famiglia, che si fa principalmente carico di questi pazienti, con un gravame enorme dalle significative ripercussioni di carattere economico e socio- lavorativo. In tale direzione, è necessario affrontare con serietà i profili legati all’assistenza di questi pazienti, sia di tipo residenziale che di tipo domiciliare, soprattutto quest’ultima, ad oggi nella Regione garantita a macchia di leopardo».

«Altro aspetto fondamentale- continua Zappia- è quello di capire, posto che in Italia ci sono circa 700 mila pazienti con demenze, cosa accadrà con l’arrivo delle nuove molecole, perché avere nuovi farmaci e arrivare al paradosso di non poterli prescrivere rischia di stravolgere il principio costituzionale di pari opportunità di accesso alle cure e di farci pervenire ad un sistema caratterizzato da offerte di salute differenziate tra le varie realtà regionali. È auspicabile che il decisore politico coinvolga gli operatori, i medici, nei processi decisionali, affinché la sostenibilità del sistema sia sempre coniugata, oltre che con la qualità con la possibilità di tutti i malati di accedere alle cure in condizioni di equità».

L’INTERVENTO DI PLACIDO BRAMANTI

Placido Bramanti evidenzia: «Gli ultimi quattro anni sono stati caratterizzati da grandi novità: crescita delle conoscenze e innovazione tecnologica, che si è spinta soprattutto a livello di diagnostica, monitoraggio e assistenza, mentre a livello terapeutico molecolare, sebbene ci siano state grandi scoperte farmacologiche, esse non sono ancora così significative da portare alla guarigione delle patologie tradizionalmente progressive come quelle neurodegenerative».

Poi Bramanti rileva: «Un bilancio positivo si è registrato sul fronte delle neuroscienze applicate e si intravede un futuro promettente sul piano delle nuove molecole relative in particolare alle terapie per l’emicrania, la demenza di Alzheimer e la sclerosi multipla”.

«Siamo fiduciosi- conclude Bramanti- che i prossimi anni ci porteranno importanti novità e sostanziali cambiamenti, in grado di migliorare l’aspetto socio sanitario, territoriale e l’accesso alle cure, fronte su cui si deve fare di più. Stiamo dialogando da tempo con l’Assessorato regionale alla Salute e con il Ministero competente, per creare nuovi percorsi assistenziali più economici ed efficaci. La telemedicina è in grado di raggiungere tutti i pazienti a casa, anche nelle zone più distanti».

L’INTERVENTO DI GIUSEPPE DI LORENZO

Giuseppe Di Lorenzo, neurologo e dirigente medico all’Irccs Centro Neurolesi di Messina, responsabile del reparto Disordini del movimento, ha presentato la nuova tecnologia “MRgFUS” (Magnetic Resonance guided Focused Ultrasound), che permette di curare in modo non invasivo i tremori del Parkinson attraverso la somministrazione di ultrasuoni focalizzati guidati da una risonanza magnetica.

Il trattamento sarà dispensato in regime totalmente assistenziale, di ricovero ordinario, presso i reparti di competenza e lascia ben sperare sul fronte della contrazione delle liste di attesa e delle migrazioni verso il Nord ed il Centro Italia, oltre che su quello della riduzione dei costi legati ad altri trattamenti maggiormente invasivi.

L’innovativa apparecchiatura registra notevoli benefici per i malati: la procedura, infatti, non è invasiva e non prevede anestesia, vede un rapido ricovero in quanto poggia su una procedura a singola sessione con risultati immediati e grazie al non uso di radiazioni ed al controllo termometrico della termo ablazione in tempo reale, con risonanza magnetica, consente di intervenire con la massima precisione e accuratezza sub-millimetrica nei tre assi spaziali per il centraggio e la terapia delle parti anatomiche da curare.

L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE RAZZA

Durante i lavori, è intervenuto l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che si è soffermato sulla nuova rete ospedaliera, sottolineando come «essa non chiude nessuna struttura nell’Isola, anzi alcune le riqualifica. Adesso dobbiamo pensare alla dotazione organica e mettere in campo un’adeguata stagione di concorsi. Stiamo lavorando per attuare al meglio la rete, un lavoro che ci vede collaborare con i direttori delle aziende sanitarie e le parti sociali. Stiamo definendo dei criteri univoci per la dotazione organica e per la realizzazione delle Unità in tutta la Sicilia. Stiamo modellando ogni singola azienda rispetto alle necessità che sono diverse. Entro fine marzo avremo tutti gli atti aziendali che avviano la rete».

Inoltre Razza sottolinea: «Da questa settimana è partita la negoziazione con il governo nazionale per il nuovo patto per la salute. Abbiamo sottoscritto insieme ai presidenti di Regione e a tutti gli assessori alla Sanità d’Italia un documento inviato al ministro della Salute: speriamo di arrivare nei prossimi mesi ad un patto che metta in campo anche delle novità significative perché, nel 2020 e nel 2021, il fondo sanitario nazionale aumenterà di quasi tre miliardi e mezzo e questo consentirà alla nostra Regione di provare a risolvere alcune ataviche questioni, a cominciare da quella del personale».

LE RETI TEMPO DIPENDENTI

Al centro dei setting scientifici anche il delicato tema della gestione della reti tempo-dipendenti nell’Isola, dell’Ictus (Stroke) e dell’Infarto Miocardico Acuto (IMA) e l’integrazione ospedaliera nella gestione territoriale delle cronicità. Una sezione, infine, ha riguardato la prevenzione, la diagnosi e la cura delle emicranie.

I lavori del congresso sono stati aperti da Antonella Agodi, direttore del dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania e dal dirigente generale del DASOE (Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico) dell’Assessorato Regionale alla Salute, Maria Letizia Di Liberti.

L’assessore Razza ha consegnato una targa al valore dei tanti anni professionali al professore Angelo Pellicanò, ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro di Catania.

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV