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ASP e Ospedali

Il protocollo

Soccorsi nei casi di infarto, in Sicilia occidentale al via il potenziamento della “rete IMA”

Migliorare l’efficienza e l’efficacia degli interventi: è l'obiettivo del protocollo d'intesa siglato al Civico tra le aziende sanitarie e ospedaliere di Bacino e il 118.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Migliorare l’efficienza e l’efficacia della rete regionale per l’infarto miocardico acuto (IMA): è l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato stamattina presso l’aula multimediale del P.O. Civico tra le aziende sanitarie e ospedaliere di bacino,  con illustrazione di compiti e percorsi. Un risultato che potrà essere raggiunto, appunto, ottimizzando la collaborazione fra UTIC, laboratori di Emodinamica, Servizi per l’Emergenza territoriale del 118, Dipartimenti di Emergenza Urgenza Ospedalieri e corrispettivi Pronto Soccorso.

Ad essere coinvolti sono gli ospedali Hub con Emodinamica attiva in provincia di Palermo e Trapani, cioè l’Arnas Civico,  il Policlinico “Giaccone” , “Villa Sofia-Cervello”l’ASP di Palermo e la Fondazione “Giglio” di Cefalù e l’Asp di Trapani ( con l’ospedale “S. Antonio Abate”).

Il direttore generale dell’Arnas Civico, Roberto Colletti, sottolinea ad Insanitas: «Nel soccorrere chi è colpito da infarto sono fondamentali sinergia, collaborazione e ausilio reciproco tra 118 e aziende sanitarie e ospedaliere, ciascuno per la parte di propria competenza. Una logica all’insegna del “uno per tutti e tutti per uno”, che garantisce tempi d’intervento più veloci e quindi è determinante per salvare il maggior numero di vite umane».

Il direttore sanitario, Salvatore Requirez, aggiunge: «Si tratta dell’adozione di un protocollo di intervento dalla valenza strategica importantissima. Non solo perché dà compimento ad un iter iniziato con il decreto assessoriale di avviamento della rete IMA del 2011 attraverso un delicato lavoro di coordinamento tra le varie sedi hub e spoke, ma anche perché vede la luce in questo particolare momento di pandemia dove l’attenzione è polarizzata dal contrasto al Covid 19 con il rischio di veder trascurato a patologie crono dipendenti, il cui esito assistenziale dipende, cioè, fortemente dai tempi di risposta, il privilegio di attenzione che meritano sempre quelle che sono e restano le cause di morte più frequenti nel nostro Paese».

La Rete IMA in Sicilia è stata istituita con il Decreto Assessoriale del 9 giugno 2011, dove veniva rilevata la necessità di un’appropriata gestione nella fase pre-ospedaliera volta ad assicurare, nel tempo più breve possibile, la migliore terapia a ciascun paziente, compresi coloro che raggiungono un ospedale senza emodinamica e/o senza UTIC. Da qui  l’introduzione di un modello di rete inter-ospedaliera e territoriale integrata «HUB e SPOKE», con la inter-operatività tra rete del 118, i Pronto Soccorso, le Cardiologie, le UTIC ed i laboratori di Emodinamica.

Il progetto pilota di attivazione della rete IMA in Sicilia è stato avviato nel 2013 a Ragusa, utilizzando il modello integrato ospedale-territorio «Hub and Spoke» con l’utilizzo della Telemedicina con l’attivazione di stazioni di teletrasmissione del tracciato ECG all’interno delle MSA del 118 e di stazioni di ricezione del tracciato ECG nelle UTIC Hub, per i pazienti con sospetto IMA. Visto l’esito positivo di questo progetto pilota, è stata data piena attivazione in via sperimentale alla Rete dell’Infarto Miocardico Acuto a ST sopraslivellato (STEMI) nelle restanti macroaree della Sicilia.

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