ASP e Ospedali

L'intervista

Sirna: «Uffici nell’ex ospedale Civile e da ripensare la seconda ala del Giovanni Paolo II»

Il commissario straordinario ha tracciato con Insanitas un bilancio della sua attitività alla guida dell'azienda sanitaria provinciale.

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Certamente è una della sue poche interviste, probabilmente l’ultima nel ruolo di commissario straordinario dell’Asp di Ragusa. Gaetano Sirna, che a quanto sembra nei prossimi giorni dovrebbe essere sostituito da Giuseppe Drago (CLICCA QUI)  traccia con Insanitas un bilancio della sua attività alla guida dell’Azienda sanitaria provinciale iblea, tra ottimizzazione dei costi e delle strutture e problematiche relative al personale.

«Per mia abitudine  lavoro come se fosse il primo giorno di un lavoro che dura tutta la vita, per cui mi sono fatto carico subito di tutta una serie di problematiche di un’ASP come quella di Ragusa» sottolinea nell’intervista rilasciata alcuni giorni fa Sirna, il quale manterrà in ogni caso l’altro ruolo attualmente ricoperto, cioè quello di direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “Rodolico- San Marco” di Catania.

Tra i progetti più urgenti secondo il commissario  straordinario ce n’è uno riguardante l’utilizzo degli spazi dell’ex ospedale “Civile”: «Mi sono occupato di un progetto del costo di 3 milioni di euro per mettere a norma la struttura che è vuota ed eliminare i costi che paghiamo, quasi 300mila euro complessivamente di affitti all’anno, per mantenere degli uffici in altre due palazzine. Secondo le previsioni in dieci anni si potrà ammortizzare la spesa. Ho già inviato una lettera in assessorato regionale per chiedere un finanziamento che con molte probabilità ci verrà concesso», sottolinea Sirna, in riferimento all’utilizzo della struttura dove secondo l’ufficio tecnico aziendale verrebbero ricollocati i seguenti uffici: personale, provveditorato, tecnico, servizio di prevenzione e protezione, medico competente, fisica sanitaria.

«Anche se non sarà un progetto di cui vedrò la fine, è stato tra la mia priorità- aggiunge Sirna- Così come la seconda ala dell’ospedale “Giovanni Paolo II”, ho già fatto partire il progetto. Abbiamo comunicato l’esito dei nostri rilievi, alla luce del fatto che l’idea iniziale non fosse funzionale, soprattutto nella divisione degli spazi, molti dei quali non utilizzabili. Nel dettaglio c’erano solo tre sale operatorie, i locali della farmacia eccessivamente piccoli e di contro, eccessivo lo spazio previsto per la centrale di sterilizzazione. Questi spazi richiedono un consumo di energia spropositato in termini di riscaldamento».

Nel dettaglio, come confermato dall’ufficio tecnico, nella persona del dottor Pasquale Amendolagine, è stato svolto il concorso di progettazione all’esito del quale è stato individutato il raggruppamento di professionisti, di rilievo a livello internazionale per competenze, che sta procedendo adesso alla redazione del progetto di fattibilità tecnico-economico, come previsto dal disciplinare di gara in conformità al codice degli appalti.

Il dottor Amendolagine precisa che non esisteva un progetto precedente, ma solo una proposta progettuale che adesso sarà sviluppata secondo le esigenze individuate. Quindi nessun reset sui tempi. Al progetto di fattibilità tecnico-economico seguiranno il progetto definitvo e quindi quello esecutivo. Ciascuno di tali progetti sarà verificato da una idonea società di ingegneria, terza e indipendente, abilitata e qualificata allo scopo e specificamente selezionata con una gara.

Un altro tema affrontato da Sirna è quello relativo alla carenza di medici, tra tutti soprattutto anestesisti. «Approfittando del mio ruolo al Policlinico di Catania ho chiesto ad alcuni anestesisti di venire qui a turno per permettere degli interventi. E proprio in merito agli interventi ad esempio, al “Giovanni Paolo II” di Ragusa mancano gli spazi per allestire sale operatorie adeguate. Ad esempio una modifica ha riguardato l’unità di Otorinolaringoiatria, diretta tra l’altro da uno dei tanti medici in gamba e preparati arrivati di recente. L’unità è stata trasferita temporaneamente presso il presidio ospedaliero di Modica che è più idoneo a ospitarla, con un duplice obiettivo: dare una risposta tempestiva alla popolazione dell’intera provincia, che reclama un incremento dell’attività chirurgia specialistica e mettere i nostri professionisti nelle condizioni di operare al meglio. Nel frattempo, stiamo già lavorando a soluzioni definitive che possano garantire ai pazienti uno standard elevato di cura e assistenza».
«Prima ho fatto riferimento al dott. Mario Lentini, ma abbiamo tanti medici in gamba e reparti che meritano attenzione- sottolinea Sirna- La sfida che ci troviamo a fronteggiare riguarda tanti reparti, soprattutto l’emergenza-urgenza e la carenza di anestesisti, come dicevo prima. Nel dettaglio su 680 medici presenti in dotazione organica ne mancano 300. Qui si fanno i concorsi e vanno deserti, per carenza di medici».

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