occhio secco e reflusso

Salute e benessere

Oculistica

Sindrome dell’occhio secco e malattia da reflusso, individuata una correlazione

Si è evidenziato come, in un paziente reflussante, i succhi gastrici presenti nello stomaco possano, tramite il dotto naso-lacrimale, risalire e raggiungere anche la superficie oculare

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Il mondo della medicina è sempre in continua evoluzione, non solo per approfondire la conoscenza sulle patologie esistenti, ma anche per studiarne le ripercussioni sull’intero organismo, analizzando quadri clinici complessi. Recentemente, si è evidenziata una stretta correlazione tra malattia da reflusso faringolaringeo e  Dry Eye Desease (DED), ovvero “Sindrome da occhio secco”.

Accanto ai classici e più comuni sintomi gastrici da reflusso (rigurgito acido, dolore allo stomaco, senso di bruciore all’esofago), infatti, si è evidenziato come la patologia possa esser caratterizzata da un’altra serie di disturbi che hanno a che fare sia con la sfera otorinolaringoiatrica (raclage, tosse, senso di globo ipofaringeo, rinopatie, etc.), sia con quella oculistica (bruciore, arrossamento, fotofobia, senso di corpo estraneo etc.).

A dare delle risposte sul campo è la D.M.G. Italia, prima azienda farmaceutica italiana a parlare di associazione tra malattia da reflusso ed occhio secco. Più precisamente si è evidenziato come, in un paziente reflussante, i succhi gastrici presenti nello stomaco possano, tramite il dotto naso-lacrimale, risalire e raggiungere anche la superficie oculare. Nelle lacrime di molti di questi pazienti, infatti, grazie all’ausilio di test specifici, è emersa la presenza di un enzima digestivo presente naturalmente all’interno dello stomaco: la pepsina.Oculi

Il Professore Ignazio La Mantia dell’Università degli Studi di Catania dichiara: “Ciò giustifica il discomfort oculare caratterizzato da una risalita di materiale gastrico e gas acidi attraverso lo sfintere superiore dell’esofago, sino al raggiungimento del tratto aereo superiore e agli occhi”.

Due organi, dunque, apparentemente così distanti tra loro ma manifestanti una sintomatologia sovrapponibile, rappresentano degli spunti interessati per stimolare un confronto multidisciplinare per quanto concerne la gestione clinica di patologie in ambito oftalmico, otorinolaringoiatrico e gastroenterologico. “Curare il reflusso gastroesofageo non potrà fare altro che migliorare sensibilmente il quadro clinico del paziente, ma è fondamentale recarsi anche presso uno specialista in oftalmologia per curare, al contempo, la Sindrome dell’Occhio Secco”, conclude il Professore La Mantia.

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