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Dipartimento materno infantile

Sindrome da trasfusione feto-fetale: strumento laser di ultima generazione al Buccheri La Ferla

L'apparecchiatura nel Dipartimento Materno Infantile, diretto da Maria Rosa D’Anna, va ad integrare lo strumentario già a disposizione dell’unità di medicina fetale dell’Ospedale palermitano, il cui responsabile è Nicola Chianchiano.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. La sindrome da trasfusione feto-fetale (TTTS) che riguarda il 15% dei casi di gravidanza monocoriale, è una severa complicazione che colpisce gemelli identici che condividono la stessa placenta, i “gemelli monocoriali”. Se non adeguatamente trattata, la mortalità dei feti è circa del 90%.

La placenta monocoriale possiede molte connessioni vascolari, anastomosi, che mettono in comunicazione le circolazioni dei due feti. Generalmente questo sistema di interscambio ematico è in equilibrio grazie al flusso bidirezionale delle connessioni. In alcuni casi il sistema si sbilancia e viene favorito il passaggio di sangue da un gemello (donatore) all’altro (ricevente).

Il Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli, diretto dalla dott.ssa Maria Rosa D’Anna, è stato dotato di una nuova apparecchiatura: un laser di ultima generazione che va ad integrare lo strumentario già a disposizione dell’unità di medicina fetale dell’Ospedale, il cui responsabile è il dott. Nicola Chianchiano. Il nuovo strumentario viene utilizzato per il trattamento chirurgico di alcune complicanze specifiche della gravidanza gemellare monocoriale.

«Si tratta di una nuova opportunità per la Sicilia e per il centro Sud dell’Italia- si legge in un comunicato stampa- La presenza della nuova realtà nella nostra Regione, fa si che le coppie genitoriali non siano più obbligate ad affrontare i disagi e i costi dei viaggi per raggiungere uno degli altri Centri (4 in totale) che si trovano in Lombardia e in Liguria. Ad oggi, sono stati già effettuati più di 20 interventi, con risultati soddisfacenti».

«L’intervento chirurgico, “ablazione laser fetoscopica” viene effettuato in anestesia locale o loco regionale materna – spiega Nicola Chianchiano- Prevede l’introduzione di un fetoscopio (uno strumento ottico) in cavità uterina e la coagulazione con fibra laser dei vasi che favoriscono un afflusso di sangue maggiore a uno dei due gemelli. L’obiettivo finale dell’ablazione laser è quello di separare la placenta in due regioni funzionalmente distinte, al fine di interrompere i meccanismi che hanno portato alla discrepanza tra i due feti».

Ed aggiunge: «Per una più completa assistenza dei casi di patologia fetale delle gravidanze monocoriali, abbiamo istituito un percorso assistenziale dedicato, con un’equipe multidisciplinare: ginecologi, anestesisti, neonatologi, ostetrici, infermieri, psicologi e personale specializzato di sala operatoria. Inoltre è stato creato un ambulatorio riservato alla diagnostica e all’inquadramento precoce del rischio in questo tipo di gravidanza, garantendo tutti i controlli clinici e strumentali necessari fino al momento del parto. La tecnologia laser acquisita consentirà al gruppo di lavoro il trattamento di altre patologie fetali».

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