Cimo contenziosi

Il sindacato Cimo plaude alla nuova rete degli ospedali siciliani: «Accolte molte nostre istanze»

10 Gennaio 2017

L'intervento del segretario regionale Giuseppe Riccardo Spampinato dopo la presentazione del piano da parte dell'assessore Gucciardi.

 

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PALERMO. La CIMO Sicilia dichiara «piena soddisfazione per la nuova Rete dei Servizi Sanitari presentata dall’assessore regionale della Salute, Baldo Gucciardi». Lo scrive in un comunicato stampa il segretario regionale del sindacato dei medici, Giuseppe Riccardo Spampinato, aggiungendo: «Finalmente abbiamo un documento di programmazione compiuto su cui potersi confrontare e studiare eventuali aggiustamenti e migliorie. Oggi possiamo ragionare su basi concrete su una seria e puntuale programmazione che tiene conto delle esigenze di salute di tutti i territori siciliani e garantisce la salute in ogni provincia».

Poi Spampinato aggiunge: «Non è compito del sindacato valutare la sostenibilità finanziaria del sistema, semmai è compito della politica e della credibilità stessa dei suoi rappresentati che lo hanno predisposto e presentato. Non possiamo credere che sia stato un mero esercizio di demagogia, sarebbe un boomerang per chi l’ha concepito e sottoscritto. Abbiamo atteso con pazienza per tanti mesi che si esitasse il nuovo Piano di riordino della Rete Ospedaliera, oggi abbiamo la concreta speranza di poter in tempi brevi stabilizzare l’offerta sanitaria grazie all’immissione in ruolo del personale precario e lo scorrimento delle graduatorie».

«Abbiamo riscontrato nel documento presentatoci molte delle nostre indicazioni atte a favorire l’equa distribuzione dei servizi nel territorio. Semmai ora dobbiamo con forza chiedere che l’attuazione di un tale progetto sia condivisa nelle sedi Aziendali con la stessa apertura dai Direttori Generali verso le organizzazioni sindacali, che in questa lunga marcia sono state il valore aggiunto con la loro preparazione tecnica di supporto al lavoro dell’assessore».

Infine, dal Cimo affermano: «Noi ci saremo a vigilare ed intervenire nel caso in cui alcuni dovessero lasciare al proprio libero arbitrio l’interpretazione di quanto stabilito a livello regionale».

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