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Dal palazzo

Stato di agitazione

Sindacati dei medici sul piede di guerra: «La Sanità siciliana è in condizioni di agonia»

In un documento annunciano lo stato di agitazione e sottolineano: «A dieci mesi dall’insediamento del governo regionale emerge un bilancio fallimentare della programmazione e della “governance”».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Le segreterie regionali della Dirigenza medica riunitesi a Palermo ieri (2 ottobre) al fine di esaminare «la gravità delle condizioni in cui versa la sanità siciliana», hanno proclamato lo stato di agitazione, annunciando una conferenza stampa per venerdì 5 ottobre alle ore 11.

«A dieci mesi dall’insediamento del governo regionale emerge un bilancio fallimentare della programmazione e della “governance” della Sanità in Sicilia“, scrivono Cgil, Cisl, Uil, Cimo, Anaao Assomed, Fassid, Aaroi Emac e Fvm, aggiungendo: «La pazienza è ormai esaurita e non è più tollerabile assistere ai quotidiani annunci di mirabilie del governo regionale in ambito sanitario a fronte di una reale paralisi ed agonia del sistema».

Abbiamo contattato l’ufficio stampa dell’assessorato alla Salute per una replica, non appena dovesse arrivare la pubblicheremo.

I sindacati della dirigenza medica intanto denunciano: «Il mantenimento di commissari ormai delegittimati alla guida delle aziende sanitarie causa della grave paralisi amministrativa, infatti la condizione di precarietà degli stessi di fatto una macchina amministrativa che avrebbe bisogno di programmare e governare i processi aziendali».

Sotto accusa anche «la conclamata mancanza di trasparenza nel processo di nomina dei futuri direttori generali per i quali è assolutamente necessario avere certezza e garanzia di competenza piuttosto che di appartenenza al fine di non ripercorrere sentieri spartitori già visti nel passato».

Secondo i sindacati «nell’elaborazione della Rete Ospedaliera, frutto di una politica dirigista e verticistica, le OO.SS. della dirigenza medica, rappresentanti del mondo del lavoro, sono state di fatto escluse. Si è assistito ad una sordità istituzionale chiusa ad ogni confronto volto al reale miglioramento della distribuzione dei reparti ospedalieri nel territorio siciliano. Una rete ospedaliera economicamente insostenibile, ricca di sperequazioni territoriali e lontana anni luce dl Decreto Balduzzi».

Gli autori della protesta puntano l’indice anche contro «la paralisi nei processi di assunzione e stabilizzazione del personale, aldilà degli annunci roboanti, con permanente carenza di personale in servizio. Le Aree d’emergenza ed i Pronto Soccorso sono ancora a forte rischio sicurezza oltre che in carenza do personale. Finora solo annunci e l’assoluta mancanza di confronto e di corrette relazioni sindacali».

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