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Sicurezza nelle guardie mediche siciliane, Razza: «Interverremo con misure urgenti»

4 gennaio 2018

I nove presidenti Omceo di Sicilia e i direttori generali delle Asp del territorio hanno incontrato il neo assessore della Salute.

 

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Dopo il vertice di tutti i presidenti degli Ordini dei medici siciliani, che hanno condiviso le prime sfide della sanità siciliana da affrontare con il governo regionale, stamattina, nella sede dell’assessorato della Salute, i nove presidenti Omceo di Sicilia e i direttori generali delle Asp del territorio hanno incontrato il neo assessore della Salute, Ruggero Razza (nella foto), sul tema della sicurezza nei presidi di guardia medica, che ne ha condiviso la priorità.

Obiettivo del vertice: individuare un percorso comune e concreto in grado di mettere fine ai continui episodi di violenza che si moltiplicano di giorno in giorno a danno di medici e operatori sanitari durante l’esercizio della loro professione.

Razza, consapevole della necessità di restituire serenità a tutti professionisti durante l’esercizio del loro lavoro, ha tracciato le prime linee guida, che sono state apprezzate dai presidenti Omceo e dai direttori generali delle Asp.

In ordine, sarà realizzata a stretto giro una mappatura puntuale di tutte le guardie mediche del territorio con la collaborazione degli Ordini dei medici e le Asp provinciali; saranno monitorate funzionalità e fabbisogno di ogni presidio per raccogliere tutte le informazioni propedeutiche alla valutazione dell’impatto economico e impiego delle risorse; massima condivisione con le rappresentanze sindacali e cittadine.

«Le guardie mediche oggi soffrono di due grandi insufficienze causate dalla mancanza di pianificazione- ha detto l’assessore della Salute- Misure urgenti vanno destinate alla sicurezza, un problema grave che non può essere risolto con il controllo degli agenti della sicurezza o con l’intervento della polizia in condizioni di emergenza. Così come altrettanto urgenti sono le misure strutturali da adottare per riorganizzare l’assistenza sul territorio in modo più capillare ed omogeneo in modo che il fabbisogno arrivi dove è necessario».

A tali carenze, che investono anche tutte le aree di emergenza e di continuità assistenziale, come i pronto soccorso, si aggiunge «la solitudine del medico. In particolare nelle ore notturne. Un problema che necessita una soluzione», ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Toti Amato, rilanciando la figura dell’accompagnatore del professionista di servizio di guardia medica.

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