Trasfusione domiciliare, premio nazionale all’Asp di Ragusa

4 Ottobre 2016

Per un progetto sulla sicurezza presentato da Giovanni Garozzo, direttore della U.O.C. di Medicina Trasfusionale ed Ematologia.

 

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RAGUSA. Il 29 settembre a Firenze, nel contesto del “Convegno per la sicurezza e qualità delle cure sanitarie”, cui hanno partecipato importanti relatori nazionali ed internazionali, si è svolto il “Safety Quality day”, organizzato dal “Centro Rischio Clinico e Sicurezza dei pazienti” della regione Toscana.

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa ha presentato due progetti: “La tracciabilità delle chemioterapie antiblastiche tramite bar code applicata al monitoraggio della sequenza e dei tempi di infusione, garanzia di qualità delle cure e sicurezza del paziente”, a cura di Valentina Cascone (U.O.C. di Farmacia Ospedaliera, diretta da Giuseppina Rizza).

Il secondo “Trasfusione Domiciliare con Integrazione Ospedale-Territorio applicando Standard di Sicurezza analoghi a quelli utilizzati presso le Unità Operative Ospedaliere”, presentato da Giovanni Garozzo, direttore della U.O.C. di Medicina Trasfusionale ed Ematologia. Quest’ultimo progetto ha ricevuto il premio per il terzo miglior progetto nazionale.

Il riconoscimento è stato ritirato dal Direttore Sanitario Aziendale, Giuseppe Drago.

Il progetto premiato evidenzia due aspetti: da un lato la possibilità di massima integrazione tra territorio e ospedale, per garantire la possibilità di una trasfusione di sangue anche al domicilio per i pazienti più “fragili” che così possono evitare di recarsi presso gli ambulatori ospedalieri; dall’altro, il tema della sicurezza trasfusionale, già da anni svolto, pionieristicamente, presso l’ASP, che si amplia ulteriormente: si garantisce la assoluta certezza dell’identificazione del paziente seguito a domicilio, dal momento del prelievo fino alla trasfusione, annullando il rischio di una trasfusione al paziente sbagliato.

Previsto il coinvolgimento, su tutto il territorio provinciale di Medici di Medicina Generale che effettuano la prescrizione della terapia trasfusionale a domicilio; Medici delle strutture territoriali dei distretti, che valutano la congruità della richiesta della trasfusione domiciliare; Operatori infermieristici di due ONLUS che eseguono i prelievi a domicilio, utilizzando lo stesso sistema informatizzato portatile per la corretta identificazione dei pazienti in uso presso gli ospedali, tramite il rilievo delle impronte digitali ovvero dei codici a barre presenti su braccialetti. Successivamente consegnano tali prelievi al Servizio Trasfusionale territorialmente competente (Ragusa, Modica o Vittoria), che esegue una seconda valutazione della appropriatezza della richiesta trasfusionale e le prove di compatibilità.

I Medici delle ONLUS che, dopo aver effettuato la corretta identificazione delle unità di sangue da trasfondere e del paziente tramite lo stesso sistema già utilizzato per la prima identificazione, eseguono le trasfusioni a domicilio con assistenza in loco fino alla fine della trasfusione, trascrivendo, sulla cartella cinica utilizzata per l’Assistenza Domiciliare Integrata, tutte le attività svolte e i controlli effettuati (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, temperatura corporea, ecc.). Tutte le informazioni relative agli operatori coinvolti, alla durata della trasfusione, ad eventuali reazioni, vengono trasmesse, in automatico, dal sistema utilizzato direttamente ai server a cui, tramite password di accesso, sono collegati i computer del Servizio Trasfusionale.

Il Direttore generale Maurizio Aricò e il Direttore sanitario Giuseppe Drago: «Le nostre congratulazioni insieme a un vero ringraziamento per questo ulteriore riconoscimento di altissima qualità a livello nazionale e internazionale, ai protagonisti di questo progetto, nato sotto la Direzione del Servizio Trasfusionale di Piero Bonomo ed oggi diretto dal Dr. Giovanni Garozzo, ma che coinvolge anche i Medici di Medicina Generale, il responsabile del Distretto Sanitario, dr.ssa Maria Concetta Distefano, e tutto il personale medico e infermieristico delle ONLUS coinvolte. La qualità diventa sicurezza per i pazienti e per gli stessi operatori sanitari. Un altro esempio di come la “piccola” ASP di Ragusa diventa un laboratorio di sperimentazione avanzata per tutta la sanità pubblica».

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