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Sicurezza e gestione del sovraffollamento nei Pronto soccorso siciliani: ecco il piano regionale

8 maggio 2018

Sono sei i punti elaborati dal tavolo tecnico convocato nelle scorse settimane dall’assessore Ruggero Razza. Prevista la figura del "bed manager".

 

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PALERMO. Sono sei i punti elaborati dal tavolo tecnico convocato nelle scorse settimane dall’assessore alla Salute Ruggero Razza per migliorare la sicurezza e ridurre il sovraffollamento negli ospedali siciliani.

Due i punti cardine su cui si basa il piano, che entrerà in vigore entro sei mesi in via sperimentale: il miglioramento della gestione dell’emergenza urgenza ed una più oculata gestione dell’accesso alle cure ospedaliere.

«Un primo problema da affrontare- afferma l’assessore Razza a margine della presentazione del nuovo pronto soccorso dell’Ospedale Civico di Palermo- è quello degli accessi inappropriati. Il fenomeno in Sicilia è in linea con il dato nazionale. Solo il 15% degli accessi al pronto soccorso si traducono in un ricovero. Il piano prevede poche misure, alcune delle quali immediatamente operative. Il tavolo tecnico continuerà a lavorare per fare in modo di raggiungere al più presto gli obbiettivi che ci siamo posti».

Ecco i 6 punti del Piano sulla sicurezza e la gestione del sovraffollamento negli ospedali siciliani:

PRIMA AZIONE: Individuazione, all’interno delle aziende, della figura del Bed Manager,  mutuata dalla sanità anglosassone che ha il compito specifico di gestire gli afflussi, ridurre i tempi di attesa e monitorare sull’appropriatezza dei ricoveri.

SECONDA AZIONE: Organizzazione dei locali. L’obiettivo essenziale è l’ammodernamento dei pronto soccorso. La Regione ha già stanziato per la sola città di Palermo 4,9 milioni di euro, di cui 1,4 per l’adeguamento del Pronto Soccorso dell’Ospedale Cervello e 3,5 milioni di euro per l’area di emergenza di secondo livello del Policlinico “Paolo Giaccone”.

TERZA AZIONE: potenziamento del servizio di guardie giurate e videosorveglianza.

QUARTA AZIONE: Divieto di accesso a più di un parente nell’area di visita e separazione della stessa dall’area di accoglienza. “Questa – ammette l’assessore Razza – è una misura strutturale che potrà essere perfezionata nel tempo, ma le aziende che stanno avviando lavori possono individuare fin da ora delle divisioni anche temporanee di luoghi”.

QUINTA AZIONE: Progetto regionale sulla qualità percepita nei pronto soccorso: questo progetto si basa essenzialmente su un’azione di monitoraggio, avviata con l’università di Palermo, tesa a valutare la soddisfazione dei pazienti rispetto alle cure ricevute nel sistema di emergenza urgenza.

Il progetto, al suo interno, prevede anche degli ulteriori interventi specifici, come ad esempio il “progetto accoglienza” con 5 milioni di euro destinati ai 36 pronto soccorso con accessi superiori a 30 mila pazienti all’anno e in cui il 10% dei pazienti ha tempi di permanenza superiori a 10 ore. Consiste in convenzioni con associazioni di volontariato per garantire una maggiore attenzione a pazienti ed accompagnatori durante l’attesa, e prevede anche la realizzazione di aree specifiche di accoglienza “prericovero”.

SESTA AZIONE: Piano strategico della sanità digitale. I pronto soccorso saranno dotati di un sistema informatico che consentirà di avere i dati di affluenza dei pazienti in tempo reale con tempi di attesa distinti in funzione dei codici. Le centrali operative del 118 e le singole ambulanze in servizio verranno dotate di un tablet attraverso il quale potranno leggere in tempo reale i dati aggiornati e valutare in quale pronto soccorso recarsi.

Per finanziare il piano di accoglienza il governo regionale ha previsto uno stanziamento di 5 milioni destinato all’acquisto di arredi, barelle, nuove attrezzature che rendano confortevoli i presidi.

L’investimento complessivo relativo al Piano per la Sicurezza è invece di 30 milioni, dei quali 4 milioni per la Rete radio 118 e il numero unico di emergenza e 26 di investimenti già autorizzati e così divisi: a Palermo 4 milioni e 900 mila di cui 1 milione 400 mila all’Ospedale Villa Sofia Cervello e 3 milioni 500 mila al Policlinico Giaccone per l’area di emergenza di secondo livello; Trapani 3 milioni; Agrigento 2 milioni e 500 mila; Enna 1 milione; Caltanissetta 1.550 mila; Ragusa 1 milione 816 mila; Siracusa 2 milioni 440 mila; Catania 6 milioni 430 mila; Messina 2 milioni 350 mila.

Su questi temi c’è la massima attenzione del governo regionale tanto che l’assessore Razza precisa: «Nella procedura di nomina dei nuovi dirigenti generali la buona gestione dei pronto soccorso sarà un requisito previsto a pena di decadenza».

Sull’argomento interviene anche il presidente Nello Musumeci : «La ricreazione è finita. I dirigenti generali verranno valutati sui risultati e fra questi in primo luogo la gestione del pronto soccorso».

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