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L'appello

Specialistica ambulatoriale, il Cimest: «Urge un confronto con l’assessore Caruso»

Il Coordinamento Intersindacale ribadisce che il Decreto Assessoriale n. 48/2026 "contiene criticità estremamente gravi"

Tempo di lettura: 4 minuti
28 Maggio 2026 - di

PALERMO. «Le criticità del Decreto Assessoriale n. 418 del 2 aprile 2026 erano già state rappresentate dettagliatamente sia alla Commissione Sanità dell’Ars sia all’allora Assessore pro tempore Daniela Faraoni. Nonostante ciò, si è proceduto alla pubblicazione del provvedimento senza alcuna reale concertazione sindacale e senza una vera intesa con le parti sociali, in evidente contrasto con lo spirito e con le previsioni della normativa di riferimento. Circostanza che, peraltro, è stata evidenziata anche dal Presidente della Commissione Sanità dell’ARS, On. Laccoto».

Lo afferma il Coordinamento Intersindacale della Specialistica Ambulatoriale Territoriale CIMEST, presieduto da Salvatore Calvaruso, ribadendo che il Decreto Assessoriale n. 48/2026 «contiene criticità estremamente gravi che, se applicate nella formulazione attuale, rischiano di compromettere seriamente l’intero sistema dell’assistenza specialistica ambulatoriale accreditata e convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, con conseguenze pesantissime per i cittadini siciliani, per la continuità assistenziale e per la tenuta complessiva del sistema sanitario regionale».

Il decreto si fonda su una programmazione e su un conseguente calcolo dei fabbisogni elaborati attraverso il famigerato sistema ARIMAR, «un metodo statistico-matematico che tratta i pazienti come semplici numeri e non come persone portatrici di bisogni sanitari reali, complessi e in continua evoluzione- denuncia il Cimest- Una metodologia fredda, puramente algoritmica e distante dalla concreta realtà sanitaria dei territori, che non tiene minimamente conto del reale invecchiamento della popolazione, dell’aumento costante dei soggetti fragili e cronici, né della crescita esponenziale di patologie cardio-respiratorie, ortopediche, degenerative e post-traumatiche».

«Non si è tenuto conto, inoltre, dell’aumento dei pazienti politraumatizzati, protesizzati e affetti da pluripatologie, né del reale fabbisogno assistenziale derivante dagli indici epidemiologici regionali. In sostanza, si è proceduto ad una programmazione teorica e astratta, scollegata dalla quotidiana realtà sanitaria vissuta dai cittadini e dalle strutture accreditate che da oltre quarant’anni garantiscono l’erogazione dei LEA sul territorio regionale”.

«Parimenti inaccettabili risultano i criteri di qualità e appropriatezza previsti dal decreto- aggiungono dal Cimest- Tali criteri appaiono farraginosi, illogici, privi di reale coerenza organizzativa e sanitaria e rischiano di riprodurre il paradosso già verificatosi nel 2025: le strutture con i più elevati standard qualitativi e con maggiore appropriatezza erogativa finirebbero per essere penalizzate, mentre strutture con livelli qualitativi inferiori verrebbero paradossalmente favorite».

Secondo Cimest «questo meccanismo non solo mortifica il merito, gli investimenti effettuati e la qualità delle prestazioni erogate, ma rischia anche di determinare un progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria territoriale, con inevitabili ripercussioni sui tempi di attesa e sulla possibilità per i cittadini di accedere alle cure. Ulteriore elemento di forte preoccupazione è rappresentato dallo schema contrattuale previsto dal decreto,che appare vessatorio, squilibrato e gravemente penalizzante per le strutture ambulatoriali accreditate. Molte di queste strutture, storicamente presenti sul territorio siciliano da decenni, hanno rappresentato e continuano a rappresentare un presidio fondamentale di sanità territoriale, spesso supplendo alle carenze del sistema pubblico e garantendo continuità assistenziale ai cittadini».

Per tali ragioni, e per le numerose ulteriori criticità contenute nel provvedimento, il CIMEST ha ufficialmente richiesto al nuovo Assessore regionale alla Salute un incontro urgente «affinché si possa finalmente aprire un confronto serio, concreto e responsabile con tutte le organizzazioni sindacali di categoria, volto ad individuare soluzioni realmente efficaci a tutela della salute dei cittadini siciliani, della qualità delle cure e della sostenibilità dell’intero sistema della specialistica ambulatoriale accreditata”».

Alla posizione del CIMEST si associano anche Confcommercio Sanità, nella persona del Presidente Luigi Marano, e il Presidente Nazionale delle Branche a Visita, dott. Salvatore Gibiino, che condividono le profonde preoccupazioni relative agli effetti distorsivi e penalizzanti derivanti dall’applicazione del Decreto Assessoriale n. 418/2026 e ribadiscono la necessità di una immediata revisione del provvedimento attraverso un reale percorso di confronto istituzionale e sindacale.

Infine il CIMEST esprime “forte contrarietà e totale dissenso rispetto alla posizione assunta dall’organizzazione sindacale ME.DE.AC., rappresentativa di appena 140 ambulatori di patologia clinica e di strutture di odontoiatria, che ha recentemente inviato una diffida al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e al neo Assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, chiedendo l’immediata applicazione del Decreto Assessoriale n. 418 del 2 aprile 2026. Riteniamo che, in una fase iniziale del mandato del nuovo Assessore regionale alla Salute, sarebbe stato certamente più responsabile, istituzionale e costruttivo avviare preventivamente un confronto diretto con l’Assessorato, attraverso una formale richiesta di incontro finalizzata ad affrontare le gravissime criticità contenute nel decreto. È esattamente ciò che il CIMEST ha già fatto ufficialmente, confidando che nei prossimi giorni possa finalmente aprirsi un tavolo di confronto serio e concreto con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del comparto».

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