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Giglio, i medici scioperano e la governance replica: «Vogliamo sottoscrivere un nuovo integrativo»

Alta la partecipazione alla mobilitazione. Dalla Fondazione sottolineano «la volontà di definire positivamente questa vertenza».

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28 Aprile 2026 - di

Si è svolto questa mattina, davanti all’ingresso dell’ospedale “G. Giglio” di Cefalù, il sit-in dei medici promosso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl nell’ambito dello sciopero della dirigenza medica.

Alta la partecipazione alla mobilitazione: l’adesione allo sciopero ha raggiunto il 90% del personale medico, al netto dei contingenti minimi garantiti per i servizi essenziali. Un dato che testimonia in modo chiaro e inequivocabile il livello di disagio e di insoddisfazione vissuto dai professionisti della struttura.

Nel corso del sit-in, i medici hanno ribadito le ragioni della protesta, a partire dalla richiesta di un adeguamento retributivo ai livelli del Servizio sanitario nazionale, dal riconoscimento dell’anzianità di servizio con reali progressioni di carriera, dall’incremento del fondo per la produttività e dal rinnovo del contratto integrativo, fermo ormai da anni.

La mobilitazione ha voluto anche richiamare l’attenzione della cittadinanza sul legame diretto tra le condizioni di lavoro del personale medico e la qualità dell’assistenza sanitaria, sempre più difficile da garantire in assenza di risposte concrete.

Grave, sottolineano le organizzazioni sindacali, l’assenza totale della direzione strategica della Fondazione, che non ha ritenuto di partecipare nemmeno per un saluto istituzionale o un momento di confronto con i lavoratori in presidio. «Un atteggiamento di chiusura che non aiuta a costruire soluzioni e che rischia di aggravare ulteriormente il clima – dichiarano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl –. Di fronte a questo silenzio, la mobilitazione non si fermerà».

Le organizzazioni sindacali annunciano infatti che, in assenza di segnali concreti e immediati, si aprirà una nuova fase della protesta, con iniziative che saranno progressivamente indirizzate a livelli istituzionali sempre più alti, al fine di ottenere i riconoscimenti economici e normativi dovuti ai medici dell’ospedale Giglio.

«La vertenza- concludono i sindacati- non è più rinviabile: riguarda la dignità del lavoro medico e la tenuta stessa del sistema sanitario».

LA REPLICA DELLA FONDAZIONE GIGLIO

«È  una nostra priorità recuperare le risorse necessarie per dare una risposta soddisfacente al comparto medico». Lo afferma la governance della Fondazione Giglio di Cefalù commentando il sit-in dei medici promosso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl nell’ambito dello sciopero della dirigenza medica.

«Siamo consapevoli – prosegue la governance – del nostro capitale umano che ci ha consentito e ci consente ogni giorno di raggiungere risultati straordinari e di rispondere alla domanda di buona sanità del territorio e della Regione. Il contratto integrativo, a cui fanno riferimento le sigle sindacali, che oggi ha portato i medici ad incrociare le braccia, è scaduto appena il 31 dicembre del 2025».

«Avevamo già destinato un milione di euro nel precedente integrativo, adesso riteniamo di dover fare un passo avanti ed abbiamo aperto una interlocuzione con l’Assessorato regionale alla Sanità. Riteniamo che ci sia, da tutte le parti in campo, una volontà a definire positivamente questa vertenza».

«Fondazione Giglio – prosegue la governance, rispondendo ad una richiesta dei sindacati – è una fondazione di diritto privato per cui per poter applicare il contratto pubblico occorre un passaggio giuridico che non è nelle nostre competenze. Riteniamo anche necessaria l’equiparazione del punteggio, assegnato nei concorsi, per un anno di attività ai medici del Servizio Sanitario Nazionale e non ugualmente riconosciuto ai medici del contratto di sanità privata».

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