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Ecco i dettagli

I medici specialisti convenzionati insorgono: pronta la protesta in Sicilia

L'assemblea ha deliberato la mobilitazione della categoria. Manifestazione mercoledì 26 novembre davanti a Palazzo d'Orléans.

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10 Novembre 2025 - di

Si è volta all’Hotel Astoria Palace di Palermo l’Assemblea Generale delle sigle sindacali maggiormente rappresentative delle strutture ambulatoriali della medicina specialistica territoriale accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, che avevano già preannunciato lo stato di agitazione e la grave crisi della categoria.

All’incontro, promosso congiuntamente dal CIMEST e dalle principali organizzazioni sindacali del comparto accreditato e convenzionato, hanno preso parte 14 sigle: ARDISS FKT, CITDS, CONFCOMM SALUTE, CROAT, FEDERBIOLOGI, MLS, SBV, SILAB, SIOD, SARA e altre componenti del fronte intersindacale siciliano.

L’assemblea ha deliberato la mobilitazione della categoria, definendo l’organizzazione della manifestazione che si terrà mercoledì 26 novembre davanti a Palazzo d’Orléans, sede della Presidenza della Regione Siciliana. Durante la protesta saranno operativi due camper simbolo della battaglia per il diritto alla salute: uno davanti all’Assemblea Regionale Siciliana, uno davanti all’Assessorato Regionale alla Salute.

“La Sicilia è intrappolata da troppi anni nel Piano di Rientro, un vincolo che ha prodotto: tetti di spesa irrealistici e inadeguati ai bisogni reali dei cittadini; programmazione sanitaria impossibile, perché ogni investimento, ogni progetto e ogni innovazione vengono bloccati o bocciati; budget assegnati fuori tempo, a volte a fine esercizio o addirittura l’anno successivo; n sistema che punisce chi produce salute, premia l’inerzia e impedisce ogni possibilità di rilancio. Il Piano di Rientro non ha salvato la sanità siciliana. L’ha soffocata. È diventato la principale causa del collasso del sistema. Vogliamo che la Sicilia esca dal piano di rientro, con urgenza. Non ci fermeremo finché questo non avverrà”.

“A una cornice già drammatica, si aggiunge un quadro politico regionale che: ha generato paralisi decisionale, ha bloccato i settori tecnico-amministrativi dell’Assessorato alla Salute, non ha prodotto una visione strategica su liste d’attesa, fabbisogni reali, investimenti, rete territoriale e innovazione. Il risultato è una sanità senza governance, senza programmazione, senza scelte strutturali, mentre cittadini, medici, operatori e strutture accreditate vengono lasciati soli a fronteggiare l’emergenza. I cittadini sono le vittime di questo immobilismo”.

Mentre il sistema resta bloccato “gli ospedali esplodono, i tempi di attesa diventano infiniti, le famiglie rinunciano alle cure, la medicina territoriale accreditata, che eroga oltre il 70% delle prestazioni specialistiche, viene strangolata da vincoli assurdi. Non stiamo difendendo interessi di categoria. Stiamo difendendo: – il diritto alle cure, la sopravvivenza della medicina specialistica territoriale, un modello di sanità pubblica che rischia di scomparire, la dignità della Sicilia, che non merita una sanità di serie B”.

«È il Presidente della Regione che deve assumersi la responsabilità politica di questa paralisi – hanno dichiarato il Dr. Francesco Romano, Segretario Generale del SIOD (Sindacato Italiano Odontoiatria Democratica) e Vito Brancato vice presidente del CROAT –. Le strutture convenzionate non chiedono privilegi ma il rispetto di regole, tempi e tariffe che consentano di garantire ai cittadini le cure e la continuità assistenziale».

Durante i lavori, il Segretario regionale SIOD Dr. Roberto Castellaneta ed il vice presidente del CROAT Vito Brancato hanno sottolineato la necessità di tariffe aggiornate e congrue ai costi attuali, chiedendo meccanismi di adeguamento automatico all’inflazione e una programmazione fondata su dati reali di fabbisogno. «Non possiamo più lavorare su cifre storiche – hanno affermato –. Servono risorse coerenti con le esigenze di oggi, non con quelle di vent’anni fa. Le tariffe devono “riscaldarsi” insieme alla vita reale del sistema sanitario, non restare congelate».

Odontoiatria: un appello alla categoria

Nel settore odontoiatrico, oggi in Sicilia operano circa 250 strutture convenzionate non iscritte ad alcun sindacato. Il SIOD ed il CROAT richiamano con forza questi colleghi a unirsi sotto sigle sindacali serie e rappresentative. «In questo momento – ha aggiunto Romano – solo SIOD e CROAT stanno agendo con senso di responsabilità, competenza e trasparenza nell’interesse dei cittadini e dell’intera categoria. È tempo di abbandonare quei piccoli gruppi autoreferenziali, privi di mentalità sindacale e di visione collettiva, che continuano a tirare acqua al proprio mulino e a diffondere divisioni inutili».

Il comunicato sottolinea che alcune sigle minori, per personalismi e logiche di favore, hanno scelto di non partecipare all’assemblea, “tradendo lo spirito di unità e di servizio che la categoria oggi reclama”.  «È una mentalità giurassica – hanno commentato Romano e Brancato – che vive ancora di favoritismi, clientelismi ed egoismi. È la stessa cultura che ha contribuito a ridurre la sanità nelle condizioni attuali. Oggi diciamo basta: bisogna tornare all’essenza del nostro mestiere, che è curare, servire e lottare per ciò che è giusto, nell’interesse dei pazienti e della collettività».

«Non si tratta di una battaglia di parte- concludono il dr. Romano e il Dr. Brancato- ma di un atto di dignità per la sanità siciliana. Il Presidente Schifani deve intervenire subito: da oggi la responsabilità è tutta nelle sue mani»

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