In questa intervista Insanitas approfondirà i casi di infiammazione delle mucose orali e il ruolo dell’alimentazione. Bocca, lingua, denti e gengive: mantenere in salute l’intero cavo orale è importante. E come già sappiamo l’alimentazione è fondamentale, esistono alimenti salutari e altri da evitare. Cosa sappiamo della differenze tra le lesioni? Abbiamo affrontato gli argomenti con la professoressa Giuseppina Campisi responsabile UOSD Medicina orale del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo.
Sin da piccoli sentiamo parlare di afte nella bocca, ma sono sempre afte?
«Dal punto di vista etimologico, in greco, afta significa ulcera e quindi tutte le lesioni ulcerative sarebbero lessicalmente delle “afte”. Ma nella pratica clinica, le vere afte insorgono nell’età evolutiva, sono ricorrenti, con un alone rosso attorno e sono di etiologia sconosciuta. Le altre lesioni faremmo bene a chiamarle “erosioni-se superficiali- oppure ulcere” e generalmente hanno una etiologia ben definita».
Infiammazione e lesioni (ulcere, afte) molto dolorose nelle mucose della bocca, della lingua e della gola. Come vanno curate?
«Innanzitutto, andrebbe individuata la causa della lesione e pianificare la risoluzione del problema. Per esempio, se è di natura traumatica per protesi incongrua o margini dentali taglienti, tra le soluzioni si può ribasare la protesi o eseguire un odontoplastica dell’elemento dentario. Sono moltissime le cause sottese a una lesione ulcerativa e la stessa potrebbe apparire nella bocca non già come ulcera, ma sotto forma di vescicola o bolla, per poi diventare ulcera. Inoltre, è consigliabile mantenere una buona igiene orale per facilitare la guarigione della lesione, lavando i denti regolarmente e facendo sciacqui con un collutorio senza alcool. Se possibile, si consiglia di applicare sulla lesione gel ricostituenti a base di acido ialuronico e/o disinfettanti a base di clorexidina».
Quali cibi e bevande evitare?
«I cibi irritanti perché particolarmente salati, acidi o piccanti. Bisogna evitare le bevande alcoliche o acide».
Quando rivolgersi allo specialista?
«Si consiglia di farlo se entro due, massimo tre settimane la lesione ulcerativa non tende alla guarigione».
Ci sono lesioni ulcerative che colpiscono i pazienti oncologici e determinano la mucosite. Cosa succede in questo caso?
«Nella maggior parte dei casi la chemioterapia e la radioterapia del distretto testa-collo provocano un danno della barriera mucosa caratterizzata da lesioni eritematose, erosive e ulcerative a carico della mucosa orale associate a dolore, disfagia e altre disfunzioni dell’apparato stomatognatico. Ad oggi la mucosite è considerata la più rave complicanza non ematologica delle terapie oncologiche in quanto, nei casi più gravi, il paziente è costretto addirittura a interrompere il trattamento, peggiorando la prognosi».
Quali sono i fattori che aumentano il rischio di sviluppare mucosite?
«Le patologie del cavo orale preesistenti al trattamento oncologico, scarsa igiene orale durante il trattamento oncologico e ulcere traumatiche, per esempio causate da protesi dentarie ed apparecchi ortodontici».
In questo caso, quali sono i cibi da evitare?
«Cibi piccanti, acidi o eccessivamente salati e si consiglia di evitare forti stimoli termici (cibi e bevande molto calde o fredde). Si consiglia durante questo periodo di consumare cibi morbidi e tiepidi».
Bicarbonato e miele possono aiutare nelle mucositi da radio/chemioterapia?
«Secondo le Linee Guida dell’Associazione multinazionale di terapia di supporto del cancro e della Società internazionale di oncologia orale (MASCC/ISOO), il miele è consigliato per la prevenzione della mucosite orale nei pazienti con tumore del distretto testa-collo sottoposti a trattamento con radioterapia o radio-chemioterapia. Per quanto riguarda l’uso di collutori con bicarbonato di sodio, nonostante i dati limitati presenti in letteratura, il gruppo di esperti riconosce che si tratta di collutori inerti e blandi che aumentano la clearance orale, ma non vi sono prove sulla loro reale efficacia, anzi, se usati cronicamente, possono, nella nostra esperienza clinica, determinare disidratazione delle mucose orali».
Oltre alla comparsa di lesioni e ulcerazioni, ci sono altri effetti collaterali della mucosite?
«Oltre la mucosite, le complicanze delle terapie oncologiche più comuni sono: sovrainfezioni (batteriche, virali, micotiche); xerostomia (sensazione soggettiva di secchezza alla bocca); iposcialia (diminuzione oggettiva della secrezione salivare); disfagia (difficoltà a deglutire); disgeusia (perdita o alterazione della percezione del gusto); aumento del rischio di sviluppare carie radicolari; trisma; osteoradionecrosi; osteonecrosi delle ossa mascellari da farmaci e graft versus host disease».
Non solo chemioterapia e radioterapia, le lesioni ulcerative possono comparire anche per altre ragioni?
«Si, le lesioni ulcerative possono essere la conseguenza di reazioni avverse a farmaci (come alcuni antipertensivi, beta-bloccanti, antiinfiammatori non steroidei), stati carenziali (vitamina B12, folati, zinco), infezioni virali (es. Herpes Simplex Virus), alcune patologie sistemiche (patologie gastrointestinali come il morbo di Crohn), e molto spesso -come suindicato- sono lesioni traumatiche (protesi incongrue, morsi accidentali)».
In quali malattie del cavo orale l’alimentazione può aiutare a prevenire la loro comparsa?
«La letteratura riporta un ruolo protettivo per l’insorgenza del cancro orale nel caso di consumo quotidiano di frutta e verdura fresche. Una recente ricerca enfatizza le proprietà del carciofo (Cynara cardunculus L.), verdura ricca di antiossidanti che ha dimostrato una potenziale attività antitumorale su vari tipi di cellule tumorali in relazione al suo contenuto di composti fenolici, in grado di agire sull’arresto del ciclo cellulare, gli effetti citotossici e apoptotici contro il carcinoma orale invasivo a cellule squamose».
Quali sostanze contenute negli alimenti sono in grado di mantenere in salute l’intero cavo orale?
«Il fluoro aiuta a rafforzare i denti e renderli meno sensibili agli agenti esterni. Lo troviamo nell’acqua, nel latte e in molte verdure. La vitamina D, che si trova in alcuni pesci (sgombro, salmone, tonno, merluzzo), aiuta il benessere del cavo orale può evitare i bruciori alle mucose, la secchezza della bocca e la scarsa salivazione. Mentre la vitamina A, si trova nelle arance e nelle uova) protegge le gengive. Assicurarsi di assumere una dieta equilibrata che includa adeguate quantità di vitamine del gruppo B e folati è fondamentale per una buona salute orale. La vitamina B e i folati (vitamina B9) svolgono ruoli molto importanti nella salute della mucosa orale, in particolare per quanto riguarda la cicatrizzazione, la protezione delle gengive e la prevenzione di infezioni orali».





