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Policlinico di Catania, nuova tecnica mininvasiva contro il dolore oncologico

Si tratta della "neurolisi alcolica dei nervi splancnici mediante approccio percutaneo transdiscale"

Tempo di lettura: 3 minuti
15 Settembre 2026 - di

CATANIA. Una delle più avanzate tecniche oggi disponibili per il trattamento del dolore correlato al tumore del pancreas è stata introdotta per la prima volta nel Centro HUB di Terapia del Dolore dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico “G. Rodolico- San Marco” di Catania, centro di riferimento per la Sicilia orientale, diretto da Salvatore Caramma.

Si tratta della “neurolisi alcolica dei nervi splancnici mediante approccio percutaneo transdiscale”, una procedura mininvasiva che consente di interrompere in modo selettivo la trasmissione del dolore proveniente dal pancreas.

L’intervento viene eseguito attraverso una piccola puntura sulla schiena. Grazie alla guida radiologica, un ago molto sottile viene fatto avanzare attraverso un disco della colonna toracica fino a raggiungere i nervi splancnici, responsabili della trasmissione degli impulsi dolorosi, in una sede generalmente non compromessa dalla malattia. L’iniezione di una minima quantità di alcol ad alta concentrazione interrompe in modo mirato tali impulsi, riduce in maniera significativa il dolore e, nella maggior parte dei casi, anche il ricorso ai farmaci oppioidi e i relativi effetti collaterali.

La procedura tradizionale agisce invece sul plesso celiaco, una sorta di “centralina” in cui convergono i nervi. Nei pazienti con tumore del pancreas, tuttavia, questa regione è spesso alterata dalla crescita della neoplasia o dall’infiammazione che rende il trattamento più complesso e, in alcuni casi, meno efficace.

Eseguita solo in un numero limitato di centri ad alta specializzazione, la metodica rappresenta una nuova opportunità terapeutica per i pazienti con carcinoma pancreatico che soffrono di dolore severo, spesso difficile da controllare con la sola terapia farmacologica.

La tecnica deriva dall’approccio sviluppato dal medico messicano Plancarte, tra i maggiori esperti mondiali di terapia del dolore oncologico, ed è stata introdotta e perfezionata in Italia da Sergio Mameli, già direttore della Terapia del Dolore dell’Ospedale Businco di Cagliari, centro di riferimento nazionale, dove il direttore Caramma ha perfezionato la metodologia.

«Il tumore del pancreas è tra le neoplasie più aggressive e il dolore rappresenta uno degli aspetti più invalidanti della malattia- spiega Caramma– Disporre di una tecnica così avanzata significa offrire ai pazienti un trattamento altamente specialistico, che migliora in modo concreto la qualità della vita, favorisce una migliore alimentazione, un riposo più adeguato e una maggiore tollerabilità delle terapie oncologiche. È questo il significato più autentico della moderna terapia del dolore, prendersi cura della persona, non soltanto della patologia».

In Italia il carcinoma del pancreas registra ogni anno circa 15.000 nuove diagnosi e continua a essere una delle neoplasie con la prognosi più severa. Oltre il 70% dei pazienti sviluppa dolore intenso nel corso della malattia, con un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla possibilità di affrontare i trattamenti oncologici.

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