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Ecco come

Policlinico Giaccone, percorsi di cura più efficienti: aggiornati e potenziati i PDTA

Continua l'implementazione e aggiornamento dei Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali

Tempo di lettura: 2 minuti
12 Marzo 2026 - di

Il Policlinico “Paolo Giaccone” continua l’implementazione e aggiornamento dei Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali (PDTA), strumenti fondamentali per garantire un approccio strutturato, coordinato e basato su evidenze scientifiche nella presa in carico dei pazienti.

L’attività di revisione e sviluppo dei percorsi, svolta dal gruppo di lavoro dell’unità di Risk management costituito da Donatella Damiani, Francesca Rocca, Francesco Armetta, Federica Pecoraro, ha l’obiettivo di migliorare l’integrazione tra i diversi livelli assistenziali, rafforzare l’appropriatezza clinica e assicurare standard qualitativi sempre più elevati nei servizi erogati.

Attualmente sono 18 i PDTA attivati nell’Azienda ospedaliera universitaria (https://www.policlinico.pa.it/web/guest/pdta), a testimonianza dell’impegno costante verso il miglioramento continuo dell’organizzazione dei processi clinico-assistenziali e della qualità delle cure offerte ai cittadini.

“L’aggiornamento e l’implementazione dei PDTA– dichiara la Direttrice Generale Maria Grazia Furnari– rappresentano un passaggio fondamentale per rafforzare l’organizzazione dei percorsi di cura e garantire ai cittadini un’assistenza sempre più appropriata, integrata e di qualità. Il PDTA, infatti, rappresenta uno strumento di collegamento tra le evidenze scientifiche più aggiornate e valide con l’assistenza al paziente, a partire dalla presa in carico”.

Nell’elaborazione del Percorso diagnostico terapeutico il gruppo di lavoro dell’unità di Risk management svolge un ruolo fondamentale in quanto orienta la progettazione, rafforza la sicurezza e garantisce il miglioramento continuo, intervenendo sin dalle prime fasi della costruzione del percorso, analizzando i possibili punti critici del percorso (snodi decisionali, transizioni tra servizi, procedure ad alto rischio, gestione farmacologica). Il metodo di lavoro adoperato permette di costruire un PDTA che tiene conto non solo degli aspetti clinici, ma anche di quelli organizzativi e assistenziali.

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