Sicilia Policlinici

L'approfondimento di Insanitas

Oncologia del Policlinico Giaccone: la Buona Sanità del team degli infermieri

«Rappresentano un patrimonio professionale e umano di valore inestimabile» commenta la Direttrice Generale Maria Grazia Furnari.

Tempo di lettura: 6 minuti
22 Dicembre 2025 - di

Si parla spesso della bravura dei medici, ma più raramente di quella degli infermieri, custodi discreti della parte più fragile della malattia. Nel corridoio del reparto oncologico i passi sono cauti, gli sguardi attenti e le voci attutite. Qui si affrontano percorsi intimi, spesso invisibili. In mezzo a queste storie, accanto ai pazienti ci sono loro. I loro sorrisi e il loro sostegno diventano una terapia silenziosa, soprattutto in quelle sale dove le infusioni durano ore e le attese si fanno lunghe. Sono figure discrete che ogni giorno sostengono pazienti e famiglie con una forza che non fa rumore.

Nell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica del Policlinico Universitario “Paolo Giaccone” di Palermo- confermato punto di riferimento regionale e nazionale nella cura delle malattie oncologiche- diretta dal professore Antonio Russo, il lavoro è impegnativo: farmaci complessi, terapie avanzate, monitoraggi continui. Nonostante questo, i pazienti vengono accolti sempre con gentilezza e professionalità. È il tratto distintivo del team infermieristico composto da Gaspare, Davide, Salvo, Lucio, Liborio, Elisa, Melania, Giusi, Mimma, Maria Vittoria, Giulia e Rosi.

A completare la squadra ci sono anche gli OSS e le persone dedicate all’accettazione, che con professionalità e attenzione contribuiscono ogni giorno al buon funzionamento del servizio. C’è però qualcosa che non compare nelle statistiche o nelle cartelle cliniche: sono i gesti che riempiono il tempo tra una procedura e l’altra, come una mano posata sulla spalla di chi teme l’esito di un esame o uno sguardo capace di rasserenare quando il dolore delle terapie sembra insopportabile.

«Rappresentano un patrimonio professionale e umano di valore inestimabile per il nostro Policlinico- commenta la Direttrice Generale Maria Grazia Furnari – il loro lavoro non è solo competenza tecnica, già straordinariamente elevata, ma è soprattutto presenza, partecipazione emotiva, capacità di sostenere senza clamore momenti di fragilità e di speranza. Ogni sorriso donato, ogni parola di conforto sussurrata, ogni gesto di cura silenzioso contribuisce a costruire fiducia, serenità e dignità nel percorso terapeutico dei pazienti. Come Direzione Generale siamo orgogliosi del loro impegno e consapevoli delle sfide che ogni giorno affrontano. Il loro contributo integra e completa il lavoro clinico, garantendo continuità assistenziale e supporto costante ai pazienti e alle loro famiglie nelle diverse fasi del trattamento».

«Sono un pilastro insostituibile del percorso di cura- aggiunge il professore Russo- presenza costante accanto al paziente: intercettano segnali clinici importanti, gestiscono gli effetti collaterali, accompagnano nei momenti di fragilità emotiva e garantiscono continuità assistenziale anche a domicilio».

La formazione: un requisito imprescindibile

In un reparto oncologico la formazione non può essere episodica, ricorda il professore Russo, ma «continua e strettamente collegata all’evoluzione delle terapie. Oggi la pratica clinica si arricchisce di farmaci altamente innovativi- come anticorpi farmaco-coniugati e anticorpi monoclonali bispecifici- che ampliano le possibilità terapeutiche ma possono essere associati a reazioni infusionali importanti. Per questo è essenziale che gli infermieri siano aggiornati, in grado di riconoscere tempestivamente i segnali precoci di una complicanza e di intervenire in modo puntuale e coordinato con i dirigenti medici. La formazione, quindi, deve essere pratica, contestualizzata e capace di connettere teoria e casi clinici».

Ugualmente fondamentale è la cura delle competenze comunicative: «Lavorare in oncologia- aggiunge Russo- significa confrontarsi ogni giorno con la vulnerabilità delle persone, e saper comunicare in modo efficace è parte integrante della qualità di cura».

Il ruolo del coordinamento infermieristico

Il lavoro degli infermieri oncologici è fatto di dedizione, competenza, coraggio e un’umanità rara.«Quando ho accettato l’incarico di coordinamento- racconta Ilenia Pellerito, caposala da due anni- avevo piena consapevolezza del valore professionale e umano dei miei colleghi. Il mio percorso formativo mi ha fornito gli strumenti per affrontare le sfide quotidiane con responsabilità e sensibilità. Lavoro con naturalezza grazie alla coesione e alla dedizione del team. L’attesa, spesso carica di emozioni, è ripagata dall’empatia che riusciamo a mantenere viva nonostante la complessità del nostro lavoro. I pazienti ci donano molto, soprattutto sul piano umano: ci ricordano ogni giorno il senso profondo della nostra professione. È una soddisfazione immensa accompagnarli nel percorso terapeutico e vedere concludere il ciclo di cure con un sorriso o uno sguardo di gratitudine».

«Nel nostro lavoro quotidiano, a contatto con la fragilità e il coraggio dei pazienti oncologici- aggiunge il team infermieristico– impariamo continuamente quanto la vita sia preziosa. Spesso, immersi nei problemi futili della quotidianità, rischiamo di perdere di vista ciò che conta davvero. Ma sono proprio i nostri pazienti a ricordarci, con la loro forza, quali siano le vere priorità della vita. Ogni giorno assistiamo persone che affrontano percorsi di cura complessi e gravosi. Ci immedesimiamo nelle loro paure, nei loro dubbi, nella fatica che le terapie comportano. Ed è in questi momenti che scopriamo la straordinaria resilienza con cui affrontano il loro cammino. Il loro modo di rialzarsi dopo ogni caduta, diventa per noi un esempio indelebile. Per questo crediamo nell’umanizzazione delle cure, un principio che guida ogni nostro gesto: prendersi cura non solo del corpo, ma anche della persona nella sua interezza. Con un sorriso, una presenza discreta, una parola rassicurante, un ascolto attento. Con il rispetto per la vulnerabilità e per la storia unica di ciascun paziente. Siamo consapevoli che il nostro ruolo non è solo tecnico, ma profondamente umano».

Stress, burnout e carenza di personale

Molti infermieri oncologici affrontano momenti di stress intenso, con rischio di burnout. Il peso emotivo, unito ai turni impegnativi, alla complessità clinica e talvolta al sottodimensionamento del personale, può diventare schiacciante. «Il nostro reparto, come molti in Italia, vive una pressione crescente- spiega il professore Russo- legata alla complessità dei pazienti e all’aumento delle attività. Il gruppo infermieristico è molto competente, ma numericamente ridotto rispetto alle esigenze reali. Questo aumenta inevitabilmente il carico di lavoro e rende difficile mantenere gli standard assistenziali che ci siamo prefissati».

Le soluzioni devono essere concrete: rafforzare l’organico, ripensare l’organizzazione valorizzando gli infermieri più esperti, introdurre figure di supporto per alleggerire le attività non cliniche e standardizzare i percorsi per rendere il lavoro più fluido. «L’obiettivo- prosegue Russo- è permettere agli infermieri di concentrarsi davvero sulla relazione con il paziente e sulla qualità dell’assistenza».

L’importanza degli ambienti di cura

Anche gli spazi influenzano la qualità del percorso terapeutico. L’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica del Policlinico “Paolo Giaccone” è attualmente interessata da interventi di ammodernamento, un segnale positivo per pazienti e operatori.

«L’ambiente influisce molto più di quanto si pensi- precisa Russo- dove le infusioni durano ore, è fondamentale disporre di spazi confortevoli, accoglienti e funzionali. Un reparto moderno, luminoso e ben organizzato riduce lo stress, garantisce privacy e permette agli operatori di lavorare al meglio. Anche piccoli accorgimenti- come poltrone ergonomiche o aree dedicate ai familiari- trasformano un momento faticoso in un’esperienza più umana. L’ammodernamento non è solo un intervento strutturale: è un investimento diretto nel benessere dei pazienti e del personale».

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione

    1

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali
    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati

    Leggi anche