La Procreazione Medicalmente Assistita è stata il tema dell’ottava puntata di “Insanitas in TV” 2026, il nostro format in onda su Video Regione. Un programma dedicato alle politiche sanitarie che aiuta a capire cosa fanno le istituzioni per garantire il diritto alla salute dei siciliani. Francesca Landolina ha intervistato Adolfo Allegra, direttore della Clinica Andros di Palermo e Maurizio Pastorello, direttore del Dipartimento Farmaceutico dell’ASP di Palermo.
«Fino a pochi mesi fa per sottoporsi a un ciclo di riproduzione assistita bisognava pagare interamente il costo della tecnica, fatto salvo un piccolo bonus regionale che peraltro negli ultimi 8 anni è stato disponibile solo in 3 anni- ha sottolineato Adolfo Allegra– Con i nuovi LEA, operativi effettivamente in Sicilia solo dall’autunno del 2025, i pazienti possono usufruire del Servizio Sanitario Regionale. Tuttavia le valorizzazioni dei cicli di fecondazione assistita fissati dal nomenclatore LEA sono insufficienti a raggiungere il rapporto tra costi e ricavi, per cui la Regione Siciliana con la Commissione PMA già dal 2024 ha stabilito un copayment da parte delle coppie, cioè una compartecipazione alla spesa».
Un ciclo di fecondazione assistita standard ha una remunerazione da parte del Servizio Sanitario Regionale di 2.460 euro e una partecipazione da parte delle coppie di circa 750 euro, più un ticket di 38 euro per chi non è esente. Precedentemente un ciclo classico costava dai privati circa 3.500/3.700 euro che erano interamente a carico delle coppie. I costi per le coppie invece aumentano nei casi di fecondazione assistita eterologa: in questo caso devono infatti partecipare con circa 3.100 euro.
Allegra ha poi discusso sui tempi di attesa per le tecniche di fecondazione assistita eterologhe: «L’assessorato regionale della Salute ha decretato il 2 aprile 2026 l’assegnazione degli aggregati di spesa e per la PMA sono stati destinati 6 milioni. Una cifra lontana dal potere soddisfare in toto le richieste, comunque è una somma importante. In Sicilia attualmente l’attesa è in media circa 4-5 mesi, ma bisogna considerare che passa 1 mese e mezzo per lo svolgimento di esami propedeutici alla tecnica».
«Numerose coppie ancora non sanno che per la PMA si può ricorrere al Servizio Sanitario Regionale, quindi si dovrebbe promuovere maggiormente la conoscenza di questa nuova opportunità» ha aggiunto Allegra.
Maurizio Pastorello ha sottolineato: «In Sicilia la distribuzione dei farmaci per la PMA viene fatta attraverso la distribuzione per conto che prevede un accordo tra la Regione e le Associazioni delle farmacie private e convenzionate tramite il quale i farmaci vengono acquistati direttamente dalle Aziende Sanitarie- quindi con una scontistica maggiore- riconoscendo poi alla farmacie private un aggio per la distribuzione».
Inoltre Pastorello ha posto l’accento sulla grande capillarità della distribuzione: «Fino al 2021 era a livello provinciale, con approvvigionamenti che variavano, ma dal 2021 la Regione ha preso a modello organizzativo di riferimento quello attuato dall’Asp di Palermo, individuandola come capofila di acquisti centralizzati e ora non esistono criticità nella distribuzione nelle varie provincie della Sicilia, anche grazie alle circa 1.500 farmacie».
«In Sicilia c’è un principio attivo utilizzato dalle coppie per la PMA non presente nel prontuario terapeutico e quindi attualmente non prescrivibile. Per questo il prontuario dovrebbe essere equiparato in tutte le regioni in modo da permettere a tutti gli specialisti di prescrivere nello stesso modo i farmaci in tutto il territorio nazionale» ha concluso Pastorello.




