PALERMO. Istituzioni a confronto sul tema della prevenzione veterinaria, tra risultati raggiunti e nuovi obiettivi. È stato questo il tema dell’intensa mattinata che si è svolta a Palazzo dei Normanni e che si inserisce nel contesto della Giornata nazionale celebrata il 25 gennaio. Un tema affrontato guardando soprattutto al cosiddetto “One Health”, ovvero a quell’approccio integrato e multisettoriale che riconosce come la salute delle persone, degli animali, delle piante e dell’ambiente sia strettamente interconnessa e interdipendente.
E con quest’ottica si guarda anche al futuro del mondo veterinario regionale: «C’è bisogno di realizzare un’ottima organizzazione regionale. Basti pensare che all’assessorato regionale della Salute si è passati da una direzione veterinaria con dieci uffici ad un solo servizio- sottolinea Giacomo Scalzo, dirigente generale DASOE – Tra le altre cose, fare in modo che ci sia una collaborazione diretta tra gli allevatori e i produttori, per esempio. E questo non soltanto per il mondo animale, ma anche per il mondo vegetale. Il 70% delle nuove malattie emergenti derivano dal mondo animale, per cui tanto più si punta l’attenzione sulla prevenzione veterinaria, tanto meglio sarà per la salute dell’uomo».
L’incontro è stato anche occasione di bilanci. Buoni risultati sono stati raggiunti nell’anno appena trascorso, soprattutto in campo di brucellosi bovina e ovicaprina: «I servizi veterinari della Regione siciliana hanno erogato oltre 1.700.000 prestazioni nel campo della salute e del benessere degli animali- sottolinea Pietro Schembri, dirigente sanità veterinaria DASOE – Sono stati controllati più di 8mila e 500 allevamenti e oltre 200mila capi bovini per la brucellosi, raggiungendo il 100% degli animali e delle aziende controllabili. L’obiettivo del 2026 guarda all’aumento di competenze e di servizi».
Strettamente legato al tema della prevenzione vi è la formazione. «L’Ateneo palermitano- sottolinea Giovanna Parisi, UniPa- oggi presenta il corso di medicina veterinaria che è chiaramente un investimento dal punto di vista della didattica e dell’ampliamento dell’offerta formativa ma si integra in uno scenario ovviamente più grande che è quello di un investimento in tutte quelle che sono le missioni dell’università, quindi non solo la didattica ma anche la ricerca e la terza missione all’interno di quello che è il concept del “One Health”».
«La volontà del nostro rettore di istituire un secondo corso di laurea in Sicilia, che si aggiunge a quello di Messina- ha sottolineato Massimo Todaro, coordinatore corso di laurea Medicina veterinaria UniPa – significa dare una risposta al territorio».
Nella foto, da sinistra: Emanuele Farruggia, Maria Pia Ferlazzo, Pietro Schembri, Giacomo Scalzo, Daniela Zora e Giovanna Parisi.





