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«Nella Sanità siciliana la contrattazione integrativa spesso è dimenticata»

La FEDIR: «Pochissime aziende rispettano pienamente gli obblighi. Trasparenza sui fondi e diritti contrattuali non possono essere rinviati».

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19 Agosto 2026 - di

«Pochissime aziende sanitarie rispettano pienamente gli obblighi di contrattazione. Trasparenza sui fondi e diritti contrattuali non possono essere rinviati». Lo afferma Salvatore Mingrino (nella foto), segretario regionale Fedir Sicilia e Componente della Segreteria Nazionale.

«Dietro questa vicenda ci sono centinaia di dirigenti professionali, tecnici e amministrativi del Servizio sanitario regionale, professionisti chiamati quotidianamente ad assumere responsabilità rilevanti nella gestione della sanità pubblica siciliana-aggiunge- Eppure si tratta di una materia tutt’altro che secondaria. Il contratto collettivo nazionale di lavoro non rappresenta un insieme di indicazioni alle quali le amministrazioni possono attenersi quando lo ritengono opportuno. È un obbligo contrattuale e disciplina anche le materie che devono essere oggetto di confronto e contrattazione integrativa a livello aziendale».

Mingrino sottolinea: «In Sicilia, tuttavia, sono ancora troppo poche le aziende sanitarie nelle quali la contrattazione integrativa viene portata avanti con la necessaria regolarità, completezza e trasparenza. Il problema riguarda innanzitutto i fondi destinati alla retribuzione della dirigenza. La costituzione dei fondi, la loro quantificazione, la destinazione delle relative risorse e l’utilizzo delle somme non possono essere avvolti da una sorta di opacità amministrativa. I dirigenti hanno il diritto di conoscere con chiarezza quali siano le risorse disponibili, come siano state determinate, quali somme siano state utilizzate e secondo quali criteri. La trasparenza, in questa materia, non è una concessione alle organizzazioni sindacali: è una condizione essenziale per garantire corrette relazioni sindacali e consentire ai rappresentanti dei lavoratori di esercitare effettivamente le prerogative previste dal contratto».

«Ma il problema non riguarda soltanto i fondi- afferma il segretario regionale Fedir Sicilia- La contrattazione integrativa aziendale rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali il contratto nazionale trova concreta applicazione all’interno delle singole aziende. Negarla, ritardarla indefinitamente o limitarla a meri adempimenti formali significa, di fatto, svuotare di contenuto una parte delle prerogative riconosciute dal CCNL. E questo non è accettabile».

«La dirigenza professionale, tecnica e amministrativa del Servizio sanitario svolge quotidianamente funzioni essenziali per il funzionamento delle aziende. Sono dirigenti che assumono responsabilità amministrative, tecniche, economiche e gestionali; che gestiscono procedure di gara e contratti pubblici, patrimonio, personale, bilanci, tecnologie, sistemi informativi, servizi tecnici e numerosi altri settori indispensabili alla continuità e alla qualità dell’assistenza sanitaria. È vero: si tratta di lavoratori che, mediamente, percepiscono una retribuzione superiore rispetto ad altre categorie del pubblico impiego. Ma proprio questo non può diventare un argomento per comprimere o ignorare i loro diritti contrattuali».

Inoltre Mingrino aggiunge: «Una maggiore retribuzione è collegata a un diverso livello di responsabilità, professionalità e complessità delle funzioni esercitate. Non determina la perdita dei diritti sindacali e contrattuali. Anzi, proprio perché a questi professionisti vengono richiesti livelli elevati di responsabilità, autonomia e risultato, è necessario che il sistema contrattuale che disciplina il loro rapporto di lavoro sia applicato integralmente. In un momento storico caratterizzato da guerre, tensioni internazionali, difficoltà economiche, aumento dei costi e crescente pressione sui bilanci pubblici, il Servizio sanitario è sottoposto a una pressione straordinaria. Sono proprio i dirigenti, spesso, a essere chiamati a governare queste difficoltà: devono garantire servizi, assumere decisioni, rispettare vincoli di bilancio, affrontare emergenze, assicurare continuità amministrativa e organizzativa e rispondere delle proprie scelte».

«Non si può chiedere responsabilità senza garantire diritti. E non si può pretendere efficienza da un’organizzazione nella quale le regole contrattuali vengono applicate solo parzialmente Per questo Fedir Sicilia ritiene necessario richiamare tutte le aziende sanitarie regionali a un’assunzione di responsabilità. Occorre che la contrattazione integrativa aziendale venga convocata e svolta con regolarità; che le organizzazioni sindacali siano messe nelle condizioni di conoscere preventivamente e compiutamente le informazioni necessarie; che i fondi siano costituiti e certificati nei tempi previsti e che sia garantita la massima trasparenza sulla loro composizione e sul loro utilizzo. Occorre, soprattutto, che il CCNL venga considerato una regola da applicare e non un riferimento da interpretare discrezionalmente».

Fedir Sicilia chiede pertanto che «le aziende sanitarie siciliane procedano senza ulteriori ritardi alla verifica dello stato della contrattazione integrativa e dell’applicazione delle disposizioni contrattuali relative alla dirigenza, assicurando alle organizzazioni sindacali il pieno esercizio delle prerogative loro riconosciute. Non è una battaglia per ottenere privilegi. È una battaglia per affermare un principio molto più semplice: a fronte dei doveri, delle responsabilità e delle prestazioni richieste ai dirigenti devono corrispondere anche tutti i diritti previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro. La sanità pubblica ha bisogno di responsabilità, professionalità e collaborazione. Ma collaborazione non significa rinunciare ai propri diritti. Il contratto collettivo vale per tutti. E vale anche nelle aziende sanitarie siciliane».

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