La prevenzione oncologica in Sicilia mostra alcuni segnali di miglioramento, ma il percorso verso il raggiungimento degli obiettivi fissati dai Livelli essenziali di assistenza (Lea) è ancora lungo. Il confronto tra i risultati consolidati del 2024, quelli del 2025 e il monitoraggio regionale aggiornato al 30 giugno 2026 evidenzia infatti un incremento dell’attività di screening, senza però un’accelerazione sufficiente a colmare il ritardo accumulato negli anni precedenti.
Il confronto tra 2024, 2025 e 2026
Il dato più significativo riguarda lo screening mammografico. Nel 2024 l’adesione della popolazione target si era fermata al 30,6% rispetto al target Lea del 60%. Nel 2025 la situazione non ha registrato variazioni sostanziali. Il monitoraggio del primo semestre 2026 mostra un’adesione del 18,5%, ma la proiezione elaborata dal Dasoe indica che, mantenendo l’attuale ritmo, a fine anno si potrebbe raggiungere circa il 37%, cioè oltre sei punti percentuali in più rispetto al 2024. Si tratterebbe del miglior risultato degli ultimi anni, pur restando ancora ben lontano dal livello richiesto.
Anche lo screening del cervicocarcinoma evidenzia una crescita. Nel 2024 l’adesione era pari al 25% rispetto all’obiettivo Lea del 50%, mentre il tasso di adesione agli inviti era del 26,4%. Nel 2026, dopo sei mesi, la copertura della popolazione target è già arrivata al 16,2% e la proiezione regionale indica una possibile chiusura dell’anno al 32,4%. Se il trend sarà confermato nella seconda parte dell’anno, anche questo programma registrerà un miglioramento significativo rispetto ai dati del 2024.
Diverso il quadro dello screening del colon-retto, che continua ad essere il programma più debole. Nel 2024 la copertura della popolazione target era del 14,5% rispetto al target Lea del 50%. Al 30 giugno 2026 il dato è appena del 7,7%; anche considerando la proiezione annuale del Dasoe, la Sicilia arriverebbe soltanto al 15,4%, praticamente un solo punto percentuale in più rispetto al 2024. In altre parole, il colon-retto continua a essere il vero tallone d’Achille della prevenzione oncologica regionale.
Più prestazioni, ma gli obiettivi restano lontani
Nei primi sei mesi del 2026 sono stati effettuati 165.294 screening: 44.112 per il cervicocarcinoma, 67.314 mammografie e 53.868 test per il colon-retto. Il monitoraggio regionale evidenzia che, mantenendo l’attuale andamento, la Sicilia arriverebbe a fine anno a circa: 88.224 screening cervicali (32,4%); 134.628 mammografie (37%); 107.736 screening del colon-retto (15,4%). Numeri in crescita rispetto agli anni precedenti, ma ancora molto distanti dagli obiettivi Lea, che prevedono una copertura del 50% per cervicocarcinoma e colon-retto e del 60% per la mammografia.
Cosa emerge dal confronto
L’analisi dei tre anni mette in luce alcuni elementi molto chiari. Il primo è che la macchina organizzativa sembra aver aumentato la capacità produttiva, soprattutto nello screening mammografico, che nel 2026 sta registrando volumi mensili superiori rispetto agli anni precedenti. Questo lascia intravedere un possibile miglioramento della copertura annuale. Il secondo elemento è che la crescita è troppo lenta rispetto al ritardo accumulato. Anche nell’ipotesi più favorevole elaborata dal Dasoe, nessuno dei tre programmi riuscirebbe a raggiungere gli standard Lea entro la fine del 2026.Infine emerge una criticità ormai strutturale: il colon-retto non riesce a decollare. Se mammografia e screening cervicale mostrano una progressione significativa rispetto al 2024, il programma dedicato alla prevenzione del tumore del colon-retto rimane sostanzialmente fermo, con una crescita minima e livelli di adesione che continuano a collocare la Sicilia tra le regioni più in difficoltà.





