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Sicilia Dal palazzo

L'inizativa

Sanità siciliana, appello per il rilancio: già quasi 500 firme per chiedere una nuova stagione di riforme

A sottoscrivere la lettera dirigenti pubblici e professionisti della sanità in servizio. Docenti universitari, amministratori, operatori sanitari e cittadini

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23 Luglio 2026 - di

Ha già raccolto circa 500 adesioni la lettera-appello per il rilancio della sanità siciliana, un documento sottoscritto da dirigenti pubblici, professionisti della sanità, docenti universitari, amministratori, operatori sanitari e cittadini che invita ad aprire una nuova stagione di riforme per restituire efficienza e credibilità al Servizio sanitario regionale.

L’iniziativa ha preso il via subito dopo il convegno “A difesa del Servizio sanitario per la tutela delle persone. In ricordo di Francesco Poli” che si è tenuto lo scorso 6 giugno presso l’Aula Magna Umberto Scapagnini del Policlinico di Catania e nasce dalla preoccupazione per l’attuale stato della sanità nell’Isola.

Le più recenti valutazioni di Agenas hanno collocato la Sicilia tra le ultime regioni italiane nella capacità di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Un dato che, secondo i promotori, impone una riflessione profonda sulle cause del progressivo arretramento del sistema sanitario regionale.

La lettera, dal titolo “La domanda che la Sicilia non può più rinviare”, parte da un interrogativo preciso: come è stato possibile che una Regione capace, poco più di un decennio fa, di risalire fino alla metà della classifica nazionale grazie a una stagione di profonde riforme, sia oggi tornata nelle ultime posizioni?

Nel documento viene ricordato il percorso avviato tra il 2008 e il 2012 durante il piano di rientro, quando furono introdotti nuovi strumenti di programmazione e controllo, rafforzati i principi di trasparenza, legalità e responsabilità amministrativa, risanati i conti pubblici e ridotta la mobilità sanitaria. Un processo che consentì alla Sicilia di raggiungere nel 2014 quella che gli estensori definiscono la migliore performance della sua storia recente, con effetti positivi anche sul piano fiscale grazie alla riduzione delle maggiorazioni IRAP e dell’addizionale regionale IRPEF.

Secondo i firmatari, negli anni successivi quella capacità di programmazione si sarebbe progressivamente affievolita, lasciando spazio alla gestione delle emergenze e alla ricerca del consenso politico, con il risultato di indebolire il sistema sanitario e ridurre la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Da qui l’invito a non considerare inevitabile il declino attuale.

L’appello guarda però soprattutto al futuro. I promotori evidenziano come oggi la sanità debba affrontare sfide completamente nuove, dall’invecchiamento della popolazione all’aumento delle patologie croniche, dalla carenza di personale all’innovazione tecnologica e all’intelligenza artificiale, fino al rafforzamento della medicina territoriale. Per affrontarle, sostengono, è necessario recuperare una visione strategica fondata su programmazione, competenza, responsabilità, legalità ed etica pubblica.

 

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