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Sicilia Dal palazzo

I dati del primo semestre 2026

Bollettino Agenas sulle Liste d’attesa, la Sicilia arretra: nei tempi solo il 71,9% degli esami diagnostici

Andamento in controtendenza rispetto al dato nazionale. Nell’Isola peggiorano sia le prime visite che le prestazioni diagnostiche

Tempo di lettura: 6 minuti
21 Luglio 2026 - di
Mentre a livello nazionale aumenta il numero delle prestazioni sanitarie prenotate e migliora il rispetto dei tempi massimi previsti, la Sicilia procede nella direzione opposta. È quanto emerge dal primo Bollettino Agenas sul monitoraggio delle liste d’attesa, il “Numero 0” del nuovo rapporto trimestrale elaborato attraverso la Piattaforma nazionale delle liste di attesa, con dati aggiornati al 30 giugno 2026. Il documento confronta il primo semestre del 2026 con lo stesso periodo del 2025 e prende in considerazione 14 tipologie di prime visite specialistiche e 22 accertamenti diagnostici indicati dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa. Sono analizzate tutte le classi di priorità: U, urgente entro tre giorni; B, breve entro dieci giorni; D, differita entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami; P, programmata entro 120 giorni.
Prime visite: Sicilia dal 87,2 al 79,7 per cento
Per quanto riguarda le prime visite specialistiche, nel primo semestre 2026 la Sicilia ha garantito l’appuntamento entro il tempo massimo previsto nel 79,7% delle prenotazioni. Il dato resta di poco superiore alla media nazionale, pari al 78,5%, ma registra un netto peggioramento rispetto al primo semestre del 2025, quando la percentuale siciliana raggiungeva l’87,2%. La flessione è quindi di 7,5 punti percentuali in un anno, una delle più consistenti tra le Regioni italiane. Insieme alla Sicilia, Agenas segnala un peggioramento anche in Abruzzo, Sardegna e Provincia autonoma di Trento. A livello nazionale, invece, la quota delle prime visite garantite nei tempi è salita dal 76,4 al 78,5%. Il risultato siciliano va letto anche alla luce del cambiamento nella distribuzione delle prescrizioni tra le diverse classi di priorità. La quota delle prenotazioni inserite nella classe P, quella programmabile entro 120 giorni, è cresciuta in Sicilia dal 34,1% al 44,4%, superando la media nazionale indicata dal bollettino. Agenas sottolinea infatti che la diversa attribuzione delle classi di priorità da parte dei prescrittori può influenzare sensibilmente il risultato finale: una maggiore concentrazione delle richieste nella classe programmata, caratterizzata da una soglia temporale più ampia, tende generalmente a rendere più agevole il rispetto dei tempi.
Esami diagnostici, quasi tre su dieci oltre la soglia
La situazione più critica riguarda gli accertamenti diagnostici. In Sicilia soltanto il 71,9% delle prenotazioni è stato collocato entro il tempo massimo previsto dalla classe di priorità, contro una media italiana dell’84,6%. Il divario rispetto al dato nazionale è dunque di 12,7 punti percentuali. Anche in questo caso nell’isola si registra un arretramento: nel primo semestre del 2025 la percentuale siciliana era del 75,9%, quattro punti in più rispetto al valore attuale. Sul fronte degli esami diagnostici, la Sicilia si colloca pertanto nel gruppo delle Regioni con le performance più basse. Soltanto Abruzzo, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta presentano percentuali inferiori. Agenas inserisce espressamente l’Isola, insieme ad Abruzzo e Valle d’Aosta, tra le Regioni che partivano da valori inferiori all’80% e che hanno fatto registrare un ulteriore peggioramento. Il dato semestrale conferma e rafforza le criticità già emerse nel precedente monitoraggio relativo ai primi quattro mesi del 2026. In quella rilevazione la Sicilia mostrava difficoltà soprattutto per gli esami urgenti, brevi e differiti, con particolari problemi per alcune prestazioni come ecografia della mammella, risonanze magnetiche, elettromiografia e colonscopia.
Il quadro nazionale, invece, migliora
Il risultato siciliano contrasta con l’andamento complessivo del Servizio sanitario nazionale. Nei primi sei mesi del 2026 le prenotazioni monitorate da Agenas sono passate da circa 13,3 milioni a quasi 15 milioni: 8,4 milioni di prime visite e 6,6 milioni di esami diagnostici. Per le prime visite, le prestazioni garantite entro le soglie previste sono salite da 5,8 a 6,6 milioni. Per gli esami diagnostici sono passate da 4,7 a 5,5 milioni. Nel complesso, rispetto al primo semestre del 2025, sono state assicurate entro i tempi più di 1,6 milioni di prestazioni aggiuntive. Le prenotazioni collocate oltre le soglie sono rimaste sostanzialmente stabili in valore assoluto, ma il loro peso sul totale è diminuito. Per le prime visite la quota dei ritardi più consistenti è scesa dal 19,3 al 17,2%; per gli esami dal 13,3 all’11,6%. A livello nazionale migliorano soprattutto le classi più urgenti. Per le prime visite, il rispetto dei tre giorni previsti dalla classe U sale dal 77,7 all’81%; per la classe B dal 77,3 all’80,2%. Per gli esami diagnostici, la classe urgente passa dal 73,2 al 76,4%, mentre quella breve cresce dal 75,9 al 77,6%.
Cosa misurano realmente i dati
Il bollettino non rappresenta tutte le prestazioni erogate dal sistema sanitario e non misura genericamente il tempo che un cittadino potrebbe incontrare cercando un appuntamento in qualsiasi struttura. Il monitoraggio riguarda le prenotazioni relative alle 14 prime visite e ai 22 esami diagnostici individuati dal Piano nazionale, effettuate nell’ambito dell’Azienda sanitaria di appartenenza dell’assistito. Non comprende quindi le visite di controllo e gli altri tipi di prestazione non inclusi nel perimetro stabilito. Inoltre, il risultato è calcolato sulla base della classe di priorità riportata sulla prescrizione. Per questa ragione l’appropriatezza prescrittiva e la corretta attribuzione delle classi U, B, D e P assumono un ruolo fondamentale nella lettura e nella comparazione dei dati regionali. La stessa Agenas definisce la piattaforma un’infrastruttura ancora in evoluzione, destinata a migliorare progressivamente in termini di completezza, omogeneità e qualità delle informazioni trasmesse dalle Regioni. Al momento della pubblicazione del bollettino, il portale nazionale risultava inoltre in fase di aggiornamento.
Per la Sicilia la priorità è sugli esami
La fotografia complessiva restituisce quindi un quadro articolato. Nelle prime visite la Sicilia conserva una percentuale lievemente superiore alla media nazionale, ma perde in un anno quasi otto punti e mostra una tendenza negativa. Negli esami diagnostici, invece, la criticità è più profonda: la Regione non soltanto peggiora, ma resta distante di quasi 13 punti dal dato italiano. Il problema non sembra riguardare esclusivamente il volume delle prestazioni offerte. Entrano in gioco anche la gestione e la centralizzazione delle agende, l’accessibilità dei Centri unici di prenotazione, il recupero degli appuntamenti disdetti, l’utilizzo degli spazi rimasti liberi, l’appropriatezza delle prescrizioni e la capacità di distribuire l’offerta in base alle effettive priorità cliniche. Il nuovo monitoraggio trimestrale permetterà di verificare se le misure adottate dalla Regione e dalle aziende sanitarie riusciranno a invertire la tendenza. Il prossimo bollettino Agenas è previsto per ottobre 2026 e conterrà i dati aggiornati al 30 settembre. 

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