PALERMO. «La sanità territoriale rappresenta una sfida fondamentale per il futuro del servizio sanitario regionale, ma non può svilupparsi depauperando ulteriormente gli ospedali. In molti territori il personale destinato alle Case di comunità è stato reperito sottraendo risorse già insufficienti dai reparti ospedalieri, aggravando una situazione assistenziale già complessa».
È l’allarme lanciato dal Nursind Sicilia che ha partecipato al primo incontro tra l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, e le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto Comparto Sanità 2022-2024. Per il Nursind Sicilia erano presenti i segretari territoriali di Agrigento, Caltanissetta e Palermo, Salvatore Terrana, Giuseppe Provinzano e Aurelio Guerriero.
Tra le criticità evidenziate la grave carenza di personale nelle aree di emergenza-urgenza, le difficoltà organizzative dei pronto soccorso e l’impatto che l’attivazione delle Case e degli ospedali di comunità sta producendo sugli organici ospedalieri. Si è discusso inoltre delle stabilizzazioni del personale precario.
Il Nursind ha quindi sollecitato la relazione elaborata dalla commissione regionale istituita per analizzare le criticità dei pronto soccorso siciliani, documento che risulta completato da tempo ma del quale non sono ancora stati resi noti contenuti, esiti e proposte operative.
L’assessorato ha spiegato che esistono finanziamenti pregressi non utilizzati che potrebbero consentire nuove assunzioni dedicate al territorio, anche attraverso procedure concorsuali su base regionale. «Occorre trasformare rapidamente le risorse disponibili in nuove opportunità occupazionali, investendo su professionisti giovani, motivati e adeguatamente formati, evitando di continuare a trasferire personale da un servizio all’altro senza alcun reale incremento degli organici», ha ribadito il Nursind Sicilia.





