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Cosa significa essere un infermiere? Le voci di chi, ogni giorno, si prende cura

Il 12 maggio si celebra la Giornata internazionale degli infermieri, un’opportunità per riflettere sul ruolo centrale che rivestono nella Sanità

Tempo di lettura: 2 minuti
12 Maggio 2026 - di

Il 12 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale degli Infermieri, una data significativa per il mondo della sanità. Non solo un momento celebrativo, ma anche un’opportunità per riflettere sul ruolo centrale che gli infermieri svolgono, ogni giorno, lontano dai riflettori ma vicini alle persone. Il tema scelto quest’anno dall’International Council of Nurses si concentra sull’attuazione dei cambiamenti strutturali necessari per sfruttare appieno il potenziale infermieristico. Da qui, lo slogan 2026 “I nostri infermieri. Il nostro futuro”.

Le voci di chi si prende cura

Insanitas ha raccolto le testimonianze di chi, ogni giorno, si prende cura dei pazienti e delle loro famiglie con devozione e senso responsabilità. Di chi ha scelto una professione che oggi è diventata molto più di un lavoro. Come per Roberta Denaro, Coordinatrice Day Hospital dell’oncologia medica dell’Ospedale La Maddalena: «Per me, essere un’infermiera non è solo un lavoro, è uno stato d’essere. Essere la prima persona che i pazienti incontrano e sentirmi dire che ho dato loro coraggio e ho rappresentato una svolta nel loro percorso di cura, mi riempie di gioia».

Un ruolo che unisce competenza clinica e relazionale, aggiunge Sofia Ierna, infermiera dell’U.O. di medicina della Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù: «Essere un’infermiera vuol dire garantire un’assistenza qualificata e tutelare l’assistito nella sua globalità. È una grande responsabilità, ma anche uno dei ruoli più profondamente umani che esistano».

«L’infermiere è colui che viene cercato con uno sguardo» – commenta Liliana Spataro, Coordinatrice infermieristica del P.O. San Giovanni di Dio di Agrigento – «È colui che instaura i rapporti, pianifica l’assistenza e ha sempre una parola giusta per le difficoltà dei pazienti». Una professione che «Entra in contatto con l’assistito nei momenti di maggiore fragilità e che, proprio per questo, permette di fare la differenza nella vita delle persone» secondo Sara Maimone, infermiera del reparto di Medicina e Oncologia della Fondazione Giglio di Cefalù.

Ed è soprattutto in reparti complessi come quelli oncologici che «Gli infermieri svolgono un ruolo insostituibile, offrendo un supporto empatico e un’assistenza specializzata», conclude la dottoressa Marcella Dabbene, responsabile del servizio infermieristico dell’Ospedale La Maddalena.

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