PALERMO. La documentazione relativa alla proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana “presenta numerosi disallineamenti e incongruenze tali da non consentire di procedere a una corretta e compiuta istruttoria per la valutazione da parte del tavolo DM 70/2015”. È questo l’incipit della dura nota inviata all’assessorato regionale della Salute dal Ministero della Salute a firma del direttore generale Walter Bergamaschi. Due pagine contenenti numerose osservazioni e di cui ha avuto visione Insanitas, anzitutto nei confronti di “alcune criticità rilevate nella Tabella C, sia riguardo alla rappresentazione dei posti letto sia alla codifica e configurazione delle strutture ospedaliere”.
In particolare:
– risultano presenti dei posti letto “da attivare” riportati con valore negativo (-49 e -35), oltre che diversi posti letto di psichiatria (pari complessivamente a n. 135 pp.ll.), per cui non è indicato correttamente il codice stabilimento e la struttura di riferimento;
– la struttura P.O. Casazza risulta identificata con codice struttura (190960XX) non valido; si evidenzia, peraltro, che la medesima struttura non risulta esplicitamente descritta nella DGR 276 del 24/09/2025;
– per alcune discipline, risultano presenti posti letto non riconducibili ad alcuna Unità Operativa (es. P.O. S. Giovanni di Dio di Agrigento per la disciplina di gastroenterologia; P.O. Piemonte – Messina per la disciplina di Neuro-Riabilitazione; Fond. Ist. S. Raffaele Giglio per la disciplina di Pneumologia).
Dal Ministero rilevano anche “scostamenti tra quanto riportato in Tabella C, in merito al ruolo assegnato alle singole strutture nelle diversi reti assistenziali e quando descritto nella DGR 276/2025 con particolare riferimento alla rete dei punti nascita (esempio Villa Sofia), alla rete IMA, in particolare emodinamiche (esempio Fondazione San Raffaele Giglio di Cefalù e Iscas Morgagni Nord Srl), alla rete trauma, soprattutto sui ruoli di CTZ (esempio Villa Sofia e CTO di Palermo) nonché alle breast unit, non indicate in DGR ma identificate in Tabella C (esempio Villa Sofia)”.
Il Ministero sollecita chiarimenti anche in merito “agli accorpamenti di alcune strutture identificate come DEA di I e II livello rilevabili da Tabella C e non coerenti con la DGR 276/2025 (ad esempio DEA I Villa delle Ginestre di Palermo, DEA di I livello Avola-Noto, DEA di II livello Caltanissetta-San Cataldo, DEA di II livello Umberto I Rizza)”.
La tabella C
Da Roma sottolineano che “al fine di potere effettuare l’istruttoria prevista ai sensi del DM 70/2015 del processo di riorganizzazione della rete ospedaliera si rende necessario ricevere una nuova tabella C coerente con quanto riportato nella DGR 276/2025 che:
– permetta di verificare il numero complessivo di posti letto programmati per ciascuna struttura distinta per disciplina.
– contenga tutti i codici di struttura correttamente valorizzati (incluse le nuove strutture a cui è necessario attribuire un codice identificativo, prestando attenzione alla coerenza dei codici tra stabilimenti afferenti alla stessa struttura. Si precisa che in caso di accorpamenti è necessario darne evidenza nel documento di riordino di rete ospedaliera).
– riporti chiaramente i ruoli nella rete dell’emergenza-urgenza anche nel caso in cui siano riferite a strutture ospedaliere dislocate si più stabilimenti.
– permetta di ricondurre tutti i posti letto assegnati alle diverse discipline ad una Unità Operativa di riferimento.
Inoltre il Ministero precisa che “il documento di programmazione della rete ospedaliera deve ricomprendere, oltre alla definizione del fabbisogno e della distribuzione dei posti letto pubblici e privati accreditati, una chiara articolazione della rete dell’emergenza urgenza, con l’individuazione dei relativi nodi per area geografica, nonché la descrizione puntuale delle reti tempo-dipendenti (IMA, Trauma, Stroke, materno-infantile con STAM e STEN) con l’indicazione dei rispettivi nodi funzionali”.
Ed ancora, ammonisce la nota, il nuovo documento dell’assessorato dovrà riportare “l’assetto organizzativo delle reti specialistiche, con particolare riferimento alla rete oncologica e alle breast unit nonché la pianificazione della rete dei punti nascita”. Infine “la programmazione regionale delineata nel citato documento unico dovrà risultare pienamente coerente con quanto riportato nella cosiddetta Tabella C, la quale costituisce parte integrante e sostanziale del medesimo documento di programmazione”.
L’ultimatum alla Regione
L’epilogo della nota riassume, con particolare fermezza, tutte le critiche: “Nell’invitare fermamente la Regione a consegnare una documentazione analitica completa, corretta ed effettivamente rappresentativa della delibera di revisione della rete, evitando continue e dispendiose analisi che si risolvono in ulteriori richieste documentali, si resta in attesa di quanto richiesto con la massima urgenza”.
Qualora la documentazione trasmessa “non fosse ancora conforme alle indicazioni già fornite e ribadite nella presente, dovremo procedere comunque a sottoporre al Tavolo di monitoraggio il documento di rete, seppur incompleto” sottolineano dal Ministero, chiedendo di far pervenire la documentazione attraverso il sistema documentale dei piani di rientro SIVEAS.
AGGIORNAMENTO: ecco la replica dell’assessore Daniela Faraoni (CLICCA QUI)





