Sul caso Iacolino, indagato, vanno all’attacco dal “campo largo”: convocata per domani all’Ars una conferenza stampa alla quale interverranno i leader di Pd, M5S, Controcorrente, Avs, Italia Viva, Progetto Civico Italia, spazio Civico, PSI, +Europa e Più Uno.
Voce critica anche nel centrodestra da parte dell’Mpa: «È prassi augurare che i reati addebitati all’ex DG della Sanità Iacolino si rivelino privi di fondamento . Ed è amara consolazione ricordare che alla vigilia della sua ultima designazione a DG del policlinico di Messina da Mpa si chiedeva di “differire sollecitando “ una specifica attenzione ai contesti, alle competenze, ai curricula”. Ovvero ricordare l’allarme lanciato circa due anni fa su “la sanità al disastro”. Intanto da allora sono seguiti fatti di enorme gravità e continuano ad accaderne. Nè si può tacere sulla trappola tesa a danno dell’Ars e dei Comuni contenuta nell’art. 10 del DDL Enti Locali. Si può non disvelare chi l’ha concepita e fatta approdare in aula?».
«Si può tollerare che un DG (specie in sanità) a scapito della dignità del suo ruolo agisca agli ordini della “mala politica”? Si sente il Presidente di avviare un piano di radicale, radicale, radicale risanamento, emarginando l’arroganza, l’abuso, l’affarismo? Non è facile, stando così le cose, ma è un tentativo che va fatto, purché all’insegna del rigore e dell’intransigenza. Non mancherà, in questo caso, il contributo di Mpa-Grande Sicilia».
«Le notizie che stanno emergendo in queste ore sulla vicenda che riguarda Salvatore Iacolino destano forte preoccupazione e impongono la massima trasparenza su quanto accaduto». Lo dichiara Pippo Lombardo, deputato di Sud Chiama Nord e componente della I commissione Ars.
«Sud chiama Nord – prosegue Lombardo – in sede di Commissione aveva espresso parere negativo rispetto alla nomina di Iacolino, manifestando perplessità che oggi, alla luce di quanto sta emergendo, assumono un peso ancora più evidente. La nostra posizione è agli atti della Commissione ed è facilmente verificabile nei verbali ufficiali. A differenza di altre forze politiche che hanno scelto di sostenere quella nomina o di rifugiarsi in un disimpegno strategico, Sud chiama Nord ha assunto una posizione chiara e coerente. Questa vicenda rappresenta l’ennesimo schiaffo alla credibilità della maggioranza di governo regionale, incapace ancora una volta di garantire scelte improntate a trasparenza e rigore».
«La sanità in Sicilia è sempre al centro degli scandali e delle indagini della magistratura per gravi reati. Quello di oggi è un déjà vu che provoca un ulteriore terremoto, con l’opinione pubblica sempre più disgustata da fatti che coinvolgono esponenti e figure apicali legate al centrodestra siciliano». Lo afferma Roberta Schillaci, segretaria della Commissione regionale Antimafia e deputata del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana
«Ormai siamo davanti ad una sequenza di inchieste che, negli ultimi mesi, ha riguardato assessori, dirigenti, funzionari e uomini vicini al governo regionale di centrodestra- aggiunge Schillaci- Tutto ciò è intollerabile, ancor di più in un settore delicato e importante come quello della sanità. Va ribadito che in uno Stato di diritto nessuno può essere considerato colpevole fino all’ultimo grado di giudizio, ma al contempo non possiamo far finta di niente. La politica dovrebbe dare l’esempio ed essere la prima a pretendere trasparenza e rigore, invece assistiamo troppo spesso a silenzi, minimizzazioni o tentativi di far scorrere tutto come se nulla fosse. Forse il governo della regione è arrivato al capolinea, sarebbe opportuno che i protagonisti di questa stagione infausta scendano e lascino la guida ad altri».





