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Aumento del tetto di spesa per il personale della Sanità siciliana: ecco la ripartizione

Un decreto assessoriale disciplina la distribuzione di ulteriori 37,4 milioni relativi al 2024 e dispone l'adeguamento di dotazioni organiche e piani triennale del fabbisogno.

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15 Gennaio 2026 - di

PALERMO. Oltre 37 milioni di euro “aggiuntivi” per le aziende sanitarie siciliane. È quanto prevede l’aumento del tetto di spesa del 2024 rispetto a quello del 2023 relativo al personale, previsto da una norma nazionale e applicato da un decreto del 14 gennaio 2026 a firma dell’assessore regionale della Salute, Daniela Faraoni, e del dirigente generale della Pianificazione Strategica, Salvatore Iacolino (nella foto di Insanitas) di cui abbiamo avuto visione.

La distribuzione di questi fondi è correlata alla prevista attivazione di posti letto, funzionali ad una maggiore assistenza sanitaria e ad un incremento dei volumi di produzione (prestazioni di ricovero, prestazioni ambulatoriali, prestazioni di pronto soccorso), nonché in relazione alle ulteriori esigenze di assistenza ospedaliera nelle discipline per le quali verrà revisionata la rete ospedaliera e delle strutture sanitarie di prossimità, ivi compreso l’incremento delle ore di lavoro del personale oss in servizio in via temporanea e provvisoria nei termini rappresentati dalle Aziende richiedenti.

Il provvedimento è quindi disposto nelle more della complessiva rivisitazione delle dotazioni organiche e della riformulazione dei piani di fabbisogno coprendo il maggiore onere economico necessario sulla base delle risorse disponibili.

Rispetto ai circa 2 miliardi e 860 milioni del 2023, quindi, il tetto di spesa in Sicilia nel 2024 passa a circa 2 miliardi e 898 milioni, con un incremento appunto di circa 37 milioni e 400 mila euro, così distribuiti:

In base al decreto di Faraoni e Iacolino è fatto obbligo alle Aziende ed Enti del SSR di adeguare la dotazione organica ed il piano del fabbisogno alle previsioni di personale necessario al funzionamento delle strutture ospedaliere ed in particolare di quelle ove è stata prevista l’attivazione del posti letto, nonché delle strutture sanitarie di prossimità, con evidenza delle previsioni in termini di unità di personale, profili e qualifiche e correlati costi, ferma restando la possibilità da parte delle Aziende del SSR, nell’ambito dell’autonomia organizzativa e gestionale di cui dispongono per legge, ad utilizzare provvisoriamente le medesime somme per le risorse umane utilizzate temporaneamente per garantire la continuità dell’attività.

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